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Comune a rischio commissario per il Pua di via Falcone

Il Tar accogliere il ricorso presentato dalla società "Centro direzionale Est"

Il Comune di Caserta rischia di far definire il Pua di via Giovanni Falcone ad un commissario ad acta. L’Ottava sezione del tribunale amministrativo della Campania ha infatti imposto agli uffici di Palazzo Castropignano di rispondere alla richiesta di rinnovo del permesso a costruire presentato dalla Srl Centro Direzionale Est. Quest'ultima, sulla base di un parere pro veritate del professore Felice Laudadio, ha chiesto all’amministrazione comunale“di procedere all’acquisizione delle aree da cedere previste in convenzione anche di coloro che non hanno sottoscritto la presente in modo tale da consentirci il completamento dell’85% dell’intero comparto, rendendosi disponibili fin d’ora, ad eseguire tutte le opere di urbanizzazione primaria così come previste in convenzione, sia di concedere il rinnovo del Permesso di Costruire n. 50/201, come già rilasciato al fine di consentire la ripresa dei lavori e il completamento delle opere sia pubbliche che private”.

Da Palazzo Castropignano non è giunta alcuna risposta, al punto che la società ha deciso di ricorrere al Tar. Qui il Comune si è presentato contestando che “il permesso di costruire n. 50/2010 deve ritenersi decaduto sin dal 13 giugno 2010, giusta sentenza n. 6609/2018, rendendo infondata la richiesta di rinnovo”.

Ma per i giudici Tar una risposta ufficiale andava data, considerando che “la risposta data all’istanza del 2.5.2019 dal dirigente dell’ufficio con la nota del 21.5.2019 non può ritenersi una decisione espressa sull’istanza del privato”. La nota del dirigente, infatti, si è “limitata a prendere atto che il permesso di costruire n. 50/2010 risulta da tempo scaduto; a condividere il parere reso dal prof. Avv. Laudadio e ad esprimere un parere favorevole previa acquisizione delle aree destinate a standard. Risulta, tuttavia, evidente che l’adesione al parere del consulente implicava la condivisione della percorribilità delle soluzioni procedimentali proposte quali il rimedio ex art. 2932 c.c.; l’esercizio di poteri ablatori; la realizzazione del piano per stralci funzionali”.

Per questo motivo “il ricorso va accolto e, per l'effetto, deve essere ordinato al Comune di Caserta di provvedere sull'istanza presentata da parte ricorrente entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notificazione, se anteriore. Parimenti - scrivono i giudici - va accolta la domanda della ricorrente di nomina, sin da ora, di un Commissario ad acta, affinché provveda nell'ipotesi di ulteriore inadempienza dell'amministrazione comunale intimata all’obbligo. Il Commissario ad acta dovrà provvedere entro l'ulteriore termine di 60 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notificazione, se anteriore, avvalendosi, se ritenuto necessario, anche degli uffici e dei funzionari del Comune di Caserta”.

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