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Che pasticcio in Comune: il Tar annulla le delibere ed il sindaco rischia lo scioglimento

Accolto il ricorso di una consigliera comunale. La palla al prefetto

Che gran pasticcio a Trentola Ducenta: tutti gli atti approvati durante il consiglio comunale sono stati annullati dal Tar. Il tribunale amministrativo regionale ha infatti accolto il ricorso presentato dalla consigliera Agnese Maria Cangiano, rappresentata dall’avvocato Renato Labriola, che appunto chiedeva l’annullamento di tutti gli atti che avevano ottenuto l’ok da parte della maggioranza nella prima Assise del mese di agosto.

E la cosa clamorosa è che all’ordine del giorno c’erano anche la ‘variazione di assestamento generale relativa al Bilancio 2018’ e la ‘Salvaguardia degli equilibri di bilancio esercizio finanziario 2018’: due atti fondamentali perché se non approvati in tempo utile possono portare allo scioglimento del consiglio comunale. E adesso che quelle approvazioni sono state annullate bisognerà capire se la maggioranza del sindaco Andrea Sagliocco stia ancora in tempo per riportarle in consiglio comunale: a decretarlo sarà il Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto. Se ci sarà una ‘proroga’ il consiglio comunale potrà riunirsi con urgenza e approvare i documenti, in caso contrario il Prefetto potrebbe sciogliere il Consiglio e far ritornare al voto la cittadinanza di Trentola Ducenta.

Alla base del ricorso presentato dalla Cangiano c’è la mancata formata comunicazione relativa alla convocazione del consiglio comunale del 3 agosto. In pratica nel ricorso si dice che “Cangiano è venuta a conoscenza in via informale della convocazione della seduta del 3 agosto 2018 e di avervi preso parte solamente per chiedere un rinvio della seduta perché non aveva avuto modo di visionare gli atti relativi ai punti dell’ordine del giorno”.

Sì perché la comunicazione secondo i giudici del Tar “è stata consegnata al padre della ricorrente e non invece presso il suo domicilio, come invece prescritto dall’articolo 28 del regolamento del consiglio comunale di Trentola Ducenta; né risulta che la stessa ricorrente abbia designato o delegato formalmente il padre a ritirare per proprio conto l’avviso stesso, con la conseguenza che tale modalità di consegna non era idonea a garantire la necessaria comunicazione della convocazione con conseguente oggettiva lesione dello ius ad officium e illegittimità delle delibere assunte nella seduta del consiglio comunale del 3 agosto 2018 che devono quindi essere annullate”.

E non finisce qua perché dal Comune facevano sapere che la comunicazione fosse valida anche perché la Cangiano era presente in aula ma i giudici stoppano la difesa dell’Ente comunale: “Non si può sostenere che la circostanza che la ricorrente abbia comunque preso parte alla seduta del Consiglio valga poi a sanare la mancata osservanza delle formalità di convocazione previste dal regolamento, in quanto la stessa ricorrente ha partecipato alla seduta al solo scopo di chiedere un rinvio per poter studiare la documentazione e prendere parte alla seduta in modo informato, secondo quanto risultante dal verbale versato in atti. Al riguardo, rileva la previsione di cui all’art. 29, co. 1, del Regolamento del Consiglio comunale di Trentola Ducenta secondo cui l’avviso di convocazione deve essere consegnato ai consiglieri almeno cinque giorni liberi prima della delibera, sicché la circostanza dell’avvenuta partecipazione alla seduta non vale a sanare la mancata prova dell’avvenuta consegna della convocazione nel termine prescritto”. Quindi atti annullati e bel guaio per l’amministrazione comunale.

Adesso che succede? Bisognerà attendere la risposta del Prefetto. Che potrebbe anche sancire la fine anticipata dell’esperienza di Sagliocco. E quindi riportare, per l’ennesima volta, una commissione a guidare il Municipio di Trentola Ducenta.

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