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La presidente dell'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Caserta, Maria Erminia Bottiglieri

La presidente dell'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Caserta, Maria Erminia Bottiglieri

Tagli degli stipendi ai medici convenzionati del 118: una ‘beffa’ nell'era Covid

Ricevute persino richieste di restituzioni fino a 90mila euro. I presidenti degli Ordini provinciali: "E' un'ingiustizia"

"Oggi i medici convenzionati del 118 vedono tagli in busta paga fino a 850 euro mensili e restituzioni per somme che arrivano sino a 90mila euro. Quanto sta accadendo ai medici dell’emergenza territoriale convenzionata è inaccettabile. Un’ingiustizia che mortifica questi colleghi che oltre ai sacrifici fatti per assicurare l’emergenza durante la pandemia, ora devono anche vivere l’angoscia del vedersi decurtato lo stipendio e di essere sottoposti a richieste di restituzioni anche di 90mila euro". E' il duro affondo dei presidenti degli ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri delle province di Caserta (Maria Erminia Bottiglieri), Napoli (Silvestro Scotti), Benevento (Giovanni Pietro Ianniello), Avellino (Francesco Sellitto) e Salerno (Giovanni D’Angelo).

"E dire che i medici dell’emergenza territoriale sono quelli che in questi mesi hanno dimostrato, anche con il sacrificio della vita, quanto importante sia stato il loro apporto nella gestione della pandemia da Covid-19 - si legge in una nota del coordinamento regionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri della Campania - A nostro avviso tale problematica è la conseguenza di una non adeguata rappresentazione da parte della Regione Campania alla Corte dei Conti dell’intera vicenda. L’indennità contestata (5,6 euro/ora, ndr) fu introdotta con delibera di giunta regionale nel 1999, come remunerazione aggiuntiva al trattamento economico previsto per il medico di guardia medica dal contratto allora vigente, in considerazione di una specifica attività lavorativa, e relativi rischi, che la stessa delibera definiva “usurante” e ad “elevato rischio fisico”. Questa scelta permise di istituire il Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale senza dover ricorrere alla assunzione ex novo di circa 1400 medici, comportando un notevole risparmio alle casse regionali".

"Come coordinamento regionale chiediamo alla Regione Campania di produrre un chiarimento e una interpretazione autentica della DGRG 6872/99, circa la natura dell’indennità e la sua validità sine die, fatti salvi, ovviamente i provvedimenti regionali pregressi. Riteniamo che questa situazione, se non sarà rapidamente affrontata dalla Regione, avrà drammatiche ripercussioni, non solo sulla sfera privata dei colleghi interessati, con insostenibile penalizzazione economica e mortificazione professionale, ma anche su tutto il sistema regionale di emergenza urgenza, già in notevole sofferenza, che potrebbe giungere al collasso proprio in un momento così critico per il persistere della pandemia Covid-19".

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