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Superbonus, l'avvocato Rossi: "A rischio stop migliaia di cantieri"

L'esperto si rivolge direttamente a Draghi: "Troppa incertezza, preoccupazione per cittadini e imprese"

L'avvocato Armando Rossi torna a 'toccare' il tema del Superbonus del 110 per cento. E lo fa con una nota, non senza polemica, indirizzata al Presidente Mario Draghi: "Caro Presidente Draghi, non sono il primo né sarò l’ultimo che si rivolgerà a Lei con sommesso disappunto per alcune scelte governative che danneggiano, a mio modesto avviso, i cittadini e le Imprese, senza rinunciare al dovuto ossequio alla Sua Alta carica ed al rispetto e all’ammirazione per il Suo prestigioso ed inarrivabile curriculum. In un Suo recentissimo intervento alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, ha ancora una volta affermato, in merito al Superbonus, che "sulla sua validità non siamo d’accordo" e che "il costo di efficientamento è più che triplicato grazie al 110 per cento, i prezzi degli investimenti necessari per attuare le ristrutturazioni sono più che triplicati perché il 110% di per sé toglie l’incentivo alla trattativa sul prezzo"".

L'avvocato poi sottolinea che "cittadini e Imprese sono preoccupati per questo clima di incertezza governativa che stringe in una morsa il Superbonus 110 e che rischia di bloccare migliaia di lavori già partiti o in procinto di partire, creando enormi contenziosi ed il fallimento di centinaia di Imprese, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Ora è appena arrivata una raccomandazione del Consiglio dell’UE sul programma di stabilità 2022 dell’Italia che La contraddice, promuovendo pienamente il Superbonus e spingendo l’Italia ad adottare misure più incisive ed estese anche alle Imprese (ed in particolare all’Industria) e che vadano oltre il periodo di applicazione dell’agevolazione e degli interventi contenuti nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), trasformando in tal modo tale misura da temporanea a medio-lungo termine".

"Dunque, caro Presidente se ne faccia una ragione: il superbonus ha la piena approvazione dell’Unione Europea. E da buon napoletano dalla penna colorita e scherzosa, nella speranza di riuscire a strapparLe un sorriso, La saluto con le stesse parole che con simpatia avrebbe usato il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, accompagnando con una mano il Suo gomito: “Caro Presidente ma mi faccia il piacere, se ne vada…!”".

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