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L'area si trova a ridotto dell'ospedale Moscati di Aversa

L'area si trova a ridotto dell'ospedale Moscati di Aversa

Il Comune rischia di farsi commissariare per una licenza edilizia

Una vicenda nata 5 anni e che potrebbe portare ad un rilascio "burocratico". La delibera per la classificazione della zona è pronta ma i tempi per il Consiglio potrebbero essere lunghi

Il Comune di Aversa rischia di perdere la “potestà decisoria” in merito al permesso a costruire richiesto da una società su un’area a ridosso dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa. E la cosa che appare più grave è che il consiglio comunale che è stato convocato dal presidente Augusto Bisceglia per il 3 e 4 luglio potrebbe risultare “tardivo” per definire la vicenda prima dell’arrivo del commissario ad acta “minacciato” dal Tar Campania a seguito di numerosi ricorsi presentati dalla società proprietaria dell’area.

Cinque anni di battaglie legali

La querelle ha inizio nel luglio 2013, quando la società STD Lisieux presenta una richiesta di permesso a costruire per una struttura residenziale per anziani in un’area di via Gramsci, a ridosso dell’ospedale Moscati, in una zona “G” del piano regolatore che però non era stata ancora “qualificata” con un apposito indirizzo urbanistico dal consiglio comunale. Il dirigente dell’epoca nega il rilascio sostenendo che tale intervento sarebbe stato possibile solo previa convenzione con l’amministrazione comunale. La società ricorre quindi per la prima volta al Tar Campania, sostenendo di aver prodotto anche lo schema di convenzione, ed ottiene la sospensione dell’atto di diniego (luglio 2014). Dopo due anni di silenzi, forse nella speranza di aver il via libera tanto atteso, la società è tornata a bussare ai giudici napoletani del Tar diffidando l’amministrazione comunale ed ottenendo, con una successiva pronuncia del 4 aprile 2018 la riattivazione del procedimento, con la minaccia della nomina di un commissario ad acta. Che, considerando il tempo trascorso (oltre i 60 giorni predisposti dal Tar) potrebbe insediarsi nei prossimi giorni e decidere, senza consultazione dell’amministrazione comunale, se rilasciare o meno il permesso a costruire.

Un "ritardo" che fa rischiare il commissariamento 

Ma proprio nei giorni scorsi l’assessore delegata all’Urbanistica Gilda Emanuele aveva presentato la delibera da approvare in consiglio comunale per la sottoclassificazione dell’area, predisponendola come “servizi sanitari ed assistenziali”. Peccato che adesso il rischio è che non ci sia più il tempo per approvare la nuova classificazione. Se il commissario ad acta dovesse insediarsi in Comune lunedì (come da comunicazione arrivata in queste ore negli uffici comunali), la seduta di consiglio comunale si rileverebbe inutile. Ed una domanda a quel punto sorge spontanea: perché se la delibera dell’assessore Emanuele è stata predisposta lo scorso 20 giugno non si è provato a convocare il consiglio comunale in maniera più celere per evitare di vedersi “commissariati”?

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