Domenica, 24 Ottobre 2021
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La strage delle bufale, 140mila abbattimenti in 12 anni

Lanciata una petizione su change per fermare la scure della brucellosi

Oltre 140.000 bufale abbattute perché infette: istituzioni sorde alle richieste del mondo allevatoriale e dell'indotto. Lanciata una petizione su change.org.

Dal 2009 sotto la scure dei test alla brucellosi sono caduti oltre 140.000 capi di bestiame la cui attendibilità non è pienamente provata. Le prove di laboratorio non sempre trovano conferma all'esame autoptico effettuato sui capi infetti e dalle correlate indagini batteriche e biomolecolari l'efficacia dei test di campo utilizzata è vanificata. Eppure un intero settore è in ginocchio e tra le zone maggiormente interessate da tale fenomeno risultano 4 Comuni della Provincia di Caserta: Grazzanise, Cancello ed Arnone, Castel Volturno e Santa Maria La Fossa. In tali zone il tasso di prevalenza dell'infezione è cresciuto a dismisura. Ad oggi ha raggiunto una prevalenza di circa il 18% mentre nel 2014 tale incidenza si era ridotta al 4,5%.

"L'analisi dei dati dimostra che tale massiccia recrudescenza è dovuta all'abbandono della vaccinazione dei vitelli bufalini praticata nel precedente piano di risanamento della brucellosis per gli anni 2009/2014 - spiega Giuseppe Conte  vice presidente del Comitato 'Amici della Bufala' nonché promotore della petizione 'Salviamo la Bufala Mediterranea' - la prevalenza dell'infezione infatti dai dati del 2014 risulta ridotta rispetto alle fasi precedenti l'entrata in vigore di tale piano. L'abbandono precoce  della vaccinazione ha portato ad un incremento dell'infezione attualmente fuori controllo".

In Provincia di Caserta dove è concentrata la maggioranza degli allevamenti bufalini dell'intera Regione Campania la brucellosis miete quotidianamente vittime. Nel solo 2020 sono stati abbattuti oltre 40.000 capi. Una vera e propria piaga per l'economia del territorio casertano. "Dal 2014 ad oggi sono scomparse circa 140 aziende zootecniche. Molti allevatori sono stati costretti ad emigrare in altre Province o Regioni Limitrofi con molti danni economici e dell'indotto derivato - afferma con rammarico Conte - le Istituzioni preposte sono sorde dinanzi alle richieste dell'unanime mondo allevatoriale e dell'indotto oramai in ginocchio. Una praticabile suzione è stata auspicata dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo ovvero Centro di Referenza Nazionale per la Brucellosi, consistente nell'adozione  di un piano vaccinale corretto che porti nei giusti limiti l'infezione o magari l'azzera del tutto con risultati già raggiunti precedentemente".

Sulla questione è intervenuta anche Confagricoltura. "La riunione indetta dai Ministeri è risultata, ancora interlocutoria per comprendere le ragioni degli allevatori bufalini, degli enti tecnici e della Regione Campania" spiega Raffaele Puoti, Presidente di Confagricoltura Caserta. L’organizzazione sin dal 2020, dopo il primo anno di attuazione del Piano di eradicazione della Regione Campania del maggio 2019, ne ha sempre denunciato l’inefficienza e l’inefficacia. E Puoti sottolinea: "Dati gli indici di incidenza e prevalenza della malattia, la sola profilassi diretta, fissata dal vecchio Piano regionale, non è sufficiente ad eradicare la zoonosi. Tanto è vero che ancora oggi la brucellosi è in piena diffusione, con continui abbattimenti di bufale e chiusure di allevamenti. Le motivazioni della Regione al no vax - afferma Puoti - per altro non chiare, sembrano essere tutte nel mancato raggiungimento dell’obiettivo politico di territorio indenne da brucellosi e tubercolosi e le possibili eventuali conseguenze negative per la commercializzazione della Mozzarella di bufala Dop prodotta con latte proveniente da allevamenti vaccinati. Quest’ultima ipotesi è paventata anche dal Consorzio di Tutela e valorizzazione della Mozzarella Campana Dop, senza alcun supporto di adeguate argomentazioni".

Eppure sul piano commerciale non sono previsti problemi: “La vaccinazione se autorizzata, sarebbe praticata solo agli animali entro i primi nove mesi di vita e non agli adulti – ricorda il presidente di Confagricoltura. E nel parere tecnico del Centro di Referenza delle Brucellosi si legge: “il conferimento del latte agli stabilimenti di trasformazione è consentito senza ulteriori prescrizioni per gli allevamenti.” E Puoti si chiede: “Che risultato politico sarebbe raggiungere l’obiettivo di provincia ufficialmente indenne a fronte dell’abbattimento totale della bufala mediterranea dai nostri territori e la chiusura di gran parte degli allevamenti?".

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