Rischio emergenza, gli operai della ditta rifiuti in stato di agitazione

La protesta indetta dalla Fiadel per il mancato pagamento di due stipendi

Un rischio concreto di emergenza rifiuti, con lo scoppiare del grande caldo estivo. È quello che temono i cittadini di San Felice a Cancello dopo che il sindacato Fiadel ha proclamato lo stato di agitazione degli operai della Butto srl, ditta che si occupa della raccolta rifiuti, per il mancato pagamento delle due mensilità di aprile e maggio.

“Nei giorni scorsi - spiega il dirigente provinciale Giovanni Guarino - avevano presentato una richiesta di incontro al nuovo sindaco Giovanni Ferrara per dirimere la questione, unitamente all’azienda, ma dopo abbiamo atteso una settimana invano, poiché, a quella richiesta non è seguita alcuna risposta, per cui, allo stato attuale la situazione è praticamente e drammaticamente immutata. L’ultimo stipendio percepito dai lavoratori risale a marzo.  Nei prossimi giorni, oltre ad un rallentamento delle attività di raccolta, saranno indette anche delle assemblee sindacali per incontrare i lavoratori e decidere eventuali nuove iniziative da promuovere per rivendicare il pagamento delle retribuzioni, se la situazione dovesse precipitare, siamo pronti anche a ricorrere a soluzioni drastiche, per evitare che ci sfugga di mano”.

“Fino ad oggi - spiega Guarino - abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento responsabile e, nonostante tutto, i lavoratori ogni giorno ed ogni notte hanno continuato a recarsi al lavoro, con grandi difficoltà anche solo per l’acquisto della benzina, garantendo il servizio senza alcun intoppo. Già oggi diverse famiglie raccontano forti disagi nel quotidiano, nel rispettare le scadenze di affitti, mutui, bollette, spesa per il cibo, spese scolastiche per i figli.  Oggi è stata presentata un’apposita richiesta di intervento alla Prefettura di Caserta, avviando contestualmente lo stato di agitazione delle maestranze impiegate nel cantiere r.s.u. di San Felice a Cancello, un tavolo istituzionale necessario per sostenere e dare voce i lavoratori, con l’auspicio di indurre chi di dovere, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, ad attuare scelte e fornire risposte volte al recupero delle mensilità arretrate. Se anche la nuova amministrazione non è in grado di prendere decisioni - conclude Guarino - come ad esempio prevedere il pagamento diretto delle spettanze ai lavoratori, ciò è segnale di un totale disinteresse nei confronti degli e di chiusura verso le loro legittime istanze”.

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