Il sindaco azzera tutti gli incarichi dopo l'indagine della Procura ed attacca gli "sciacalli"

Sagliocco parla della rivoluzione negli uffici. "Creata situazione difficile"

Il sindaco di Trentola Ducenta Andrea Sagliocco

E’ passata una settimana dall’arrivo della notifica di indagini in corso nei confronti del sindaco di Trentola Ducenta Andrea Sagliocco, dell’avvocato Saverio Griffo, del poliziotto Giuseppe Melucci e del dipendente dell’ufficio tecnico Agostino Fabozzi. E quindi ha parlato il primo cittadino che ha preso decisioni importanti, ‘attaccando’ anche coloro che avrebbero voluto firmasse le dimissioni.

Sull’indagine della Procura "chiarirò al momento giusto nelle sedi opportune, nel pieno rispetto del lavoro svolto dagli inquirenti. Non sono qui nemmeno a sventolare la mia innocenza circa determinati tipi di azioni che non fanno parte del mio DNA: chi mi conosce sa chi sono, che la mia azione politica è scevra da interessi personali e che l’unica cosa che giustifica la mia permanenza in politica è solo ed esclusivamente l’amore che nutro per la mia città. Sono qui invece a dichiarare la mia completa estraneità ai fatti e a chiedere ai miei concittadini di continuare a credere nella mia persona in attesa che la magistratura accerti eventuali responsabilità mie o di soggetti terzi”. 

E quindi la decisione di “pianificare l’azzeramento di incarichi (staff del sindaco ed altro), dando indicazioni di procedere subito alla turnazione di diversi dipendenti presso uffici nuovi rispetto alla loro posizione attuale. Tutto nell’ottica di un’azione volta a perseguire ancora maggiore trasparenza e, nel caso specifico dell’ufficio Anagrafe, a garantire una maggiore serenità interna data la non più possibile coesistenza di alcuni impiegati che hanno fatto richiesta di essere spostati”.

Questa sua decisione arriva anche dopo l’esposto del consigliere comunale di opposizione Michele Apicella. Un esposto dell’opposizione che ha toccato anche la consigliera Agnese Cangiano che adesso nel prossimo consiglio comunale dovrà chiarire la sua posizione, anche semplicemente appoggiando o meno le scelte del sindaco Sagliocco.

Il primo cittadino ribadisce anche la “grande prova di maturità dimostrata da parte della giunta e di tutti i consiglieri comunali di maggioranza, ai quali va il mio apprezzamento, che in questo particolare momento hanno voluto rinnovarmi la loro fiducia, nonché di qualche Consigliere di opposizione che ha voluto dimostrarmi solidarietà, al di là del ruolo. Il rispetto tra uomini prima della contrapposizione politica è merce rara e per pochi a quanto pare. Come da copione, dopo la notizia dell’indagine in corso, qualche sciacallo si è fiondato per cercare di finire quella che avrà considerato una preda ormai esanime. Dico loro con estrema tranquillità: perdete tempo. Sono moralmente ferito ma al tempo stesso sereno, prima perché in piena coscienza estraneo alle vicende che mi vengono attribuite e poi perché credo nella giustizia che sta facendo il proprio corso e che sono certo mi darà ragione”.

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Sagliocco parla anche della richiesta di dimissioni di Articolo Uno, definito un gruppo “costituitosi forse per l’occasione, formato anche da chi per anni ha attinto dall’Ente comunale lauti ricompensi stagionali mediante agenzie, che con la mia Amministrazione si sono invece interrotti. Di questi ultimi non mi curo perché non li considero”. In realtà, per dovere di cronaca, Articolo Uno ha protocollato un documento (che inseriamo in allegato) di richiesta di un incontro (come riportato nell’articolo) già lo scorso 6 agosto 2018. All’opposizione che chiede le dimissioni Sagliocco risponde che “ho già dimostrato in passato che non sono attaccato alla “poltrona” quando ebbi il coraggio di dimettermi da Assessore e da Consigliere comunale. Pertanto, dopo essermi consultato con la Prefettura, con i miei Consiglieri e Assessori, con i miei familiari e con gli amici ma, prima ancora, con la mia coscienza, sono giunto alla conclusione che non si può mostrare debolezza quando si indossa il Tricolore e per questo non lascio il mio incarico. I miei concittadini mi hanno affidato il compito di guidare questa Città ed è soprattutto per rispetto loro che non abbandonerò il mio posto”.

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