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Il sindaco Silvio Sasso e Gennaro Oliviero

Il sindaco Silvio Sasso e Gennaro Oliviero

Dal rimpasto al patto sindaco-presidente: i retroscena di una crisi scritta da settimane

Solo il Covid ha rinviato l’esplosione delle tensioni che poggiano le basi sulle future Regionali. L’ex vice sindaco Calenzo: “Meglio il commissario che questa amministrazione”

Una crisi attesa da settimane e che sono l’emergenza Covid-19 aveva rallentato. Ma il rapporto tra il sindaco di Sessa Aurunca Silvio Sasso ed il gruppo del Partito democratico che fa capo al consigliere regionale Gennaro Oliviero era, ormai, incrinato da tempo. Colpa di quel patto tra lo stesso primo cittadino ed il presidente del consiglio comunale Massimo Schiavone, con quest’ultimo deciso a tentare la candidatura alle elezioni regionali che toglierà, sicuramente, appeal elettorale ad Oliviero nella sua ‘zona di competenza’. 

La richiesta di rimpasto: nel mirino il vice sindaco

Passata la burrasca Covid o, per meglio dire, messa alle spalle l’emergenza vera, ecco che le tensioni si sono tornate ad acuire. Dal Pd era arrivata una richiesta netta al sindaco di rivedere la giunta e la sua composizione. Tra le righe c’era la posizione del vice sindaco Fausto Fusco (vicino a Schiavone) che avrebbe dovuto essere ridimensionato. Ma Sasso, da quest’orecchio, non ci ha voluto sentire. E stamattina ha risposto con la stessa moneta alle dimissioni degli assessori Pd Pellegrino, Palmieri e De Marco: il primo cittadino si è dimesso dall’incarico non mancando di sottolineare le distanze proprio col partito di Oliviero. Lui, che aveva scelto di non continuare l’esperienza tra i Democrat già da qualche mese, oggi tenta la prova di forza: o si tenta di dialogare seriamente o si va tutti a casa. La data è segnata: l’ultimo giorno utile per ritirare le dimissioni sarà il 21 giugno, altrimenti poi la palla passerà al prefetto di Caserta che dovrà nominare un commissario.

"Meglio un commissario che questa amministrazione"

Dal centrodestra si è subito levata la voce dell’ex vice sindaco della giunta Tommasino, Italo Calenzo: “Manca un anno alla fine di quella che sarà ricordata come la peggiore consiliatura di sempre, capeggiata da un sindaco miope, immobile, privo di progettualità, di idee e di capacità di dialogo. Non possiamo permetterci né più tollerare, proprio in questo momento storico, un sindaco ed un’amministrazione “in quarantena”, che non vedono oltre il proprio naso e navigano a vista; senza alcun progetto ambizioso, nessuna azione di rilancio: praticamente il nulla. E’ il momento di anteporre al di sopra di tutto l’interesse ed i bisogni della nostra Comunità che invoca, oggi più che mai, un clima di ascolto, di informazione, di presenza, di tutela e di sostegno. Tutte condizioni che, a mio avviso, attualmente solo un Commissario Prefettizio potrà garantire nel migliore dei modi. E’ il momento delle responsabilità: un’amministrazione straordinaria del nostro Comune il prima possibile per rendere maggiormente efficaci tutti i provvedimenti amministrativi diretti non solo a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso e la ripresa successiva ma anche a “sanare” la drammatica situazione economica ed amministrativa in cui siamo sprofondati. Una fase transitoria e necessaria utile ad aprire una pacata riflessione volta a ricostruire le fondamenta in vista delle prossime elezioni amministrative”.

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