Consiglieri dimessi, festa coi fuochi d’artificio. L’ex sindaco: “Come quando un boss esce dal carcere”

La Compasso rompe il silenzio dopo la fine della sua amministrazione comunale

L'ex sindaco di Cellole Cristina Compasso

Dopo poco più di 24 ore di silenzio, l’ex sindaco di Cellole Cristina Compasso ha parlato della scelta di sette consiglieri comunali (quattro che la appoggiavano) di recarsi dal notaio per mettere fine all’esperienza amministrativa, aprendo di fatto la campagna elettorale in vista della prossima primavera. 

L'ex primo cittadino di Cellole ha rotto il silenzio con un post su Facebook nel quale si legge: “Dedico il mio sorriso a voi, mediocri teatranti e maschere cadute della politica cellolese, in particolare a Te cinico mandante e stratega. Con un atto di forza mi avete "cacciata" dal Comune, avete tradito la Democrazia e la sovranità del popolo che mi ha eletta Sindaca della mia Cellole. Non avete avuto neanche il coraggio di votarmi la sfiducia in consiglio comunale alzando la mano contro di me, perché avreste dovuto guardarmi negli occhi e spiegare al Popolo il perché. Avete preferito sancire la fine dell'amministrazione Compasso con un golpe, con un atto vile premeditato da tempo e consumato nel chiuso di una stanza notarile, nell'oblio sperduto delle vostre coscienze”. 

La sindaca ha poi aggiunto: “Non spegnerete mai questo mio sorriso né la luce che è in me, né la mia passione politica scevra da logiche di potere e sopraffazione. Di voi resterà ai posteri il misero ricordo di coloro che il 13 Dicembre 2019 hanno scritto la  pagina politica e storica più vergognosa di Cellole. E con i festeggiamenti in piazza avete dimostrato il vostro valore e la vostra coerenza pari a zero”. 

“Un'ultima parola” l’ormai ex sindaca la spende “sui botti sparati in paese e sotto casa della mia mamma per la mia cacciata dalla casa comunale: i botti non autorizzati si sparano normalmente quando esce un boss dal carcere.  Siete la vergogna di Cellole. Cellole aveva scelto la sua sindaca democraticamente. Cellole non meritava questo. Cellole non vi merita. Cellole alza la testa”.

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