Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità Aversa

La Pro loco sfrattata dal Comune si appella al Consiglio di Stato

Ricorso contro l’ordinanza del Tar per la cacciata dai locali di via Botticelli

Il Comune di Aversa

Si sposta al Consiglio di Stato la battaglia in atto tra il Comune di Aversa e la Pro Loco. L’associazione ha infatti deciso di presentare ricorso contro l’ordinanza nr. 7722 del Tar della Campania, con il collegio dei giudici guidati dal presidente Rosalia Maria Rita Messina che avevano respinto l’istanza cautelare della Pro Loco condannandola anche al pagamento delle spese legali.

La vicenda riguarda la ‘guerra’ tra associazione e Comune per lo sfratto della Pro Loco, col Comune che con delibera di giunta del dicembre 2018 aveva dichiarato la “mancata utilizzazione” dei due locali di proprietà dell'Ente in via Botticelli concessi in uso all'associazione perché ritenuti “inutilizzati secondo la loro destinazione e perché in condizioni di abbandono”.

La diatriba tra Comune di Aversa e Pro loco era partita in realtà già nel 2016. Tutto è iniziato infatti quando gli eredi di Giovanni Argo hanno segnalato al Comune “l’inoperosità della Pro Loco e lo stato di abbandono in cui versano i locali” chiedendo un intervento del Comune (anche per attivare la Pro Loco) o la restituzione l’immobile agli eredi del benefattore. Perché negli anni ‘70 Giovanni Argo, dopo aver costruito l’omonimo parco residenziale, donò al Comune di Aversa due immobili: uno per Onmi (Organizzazione Nazionale Maternità e Infanzia) per consentire le visite per il Consultorio comunale, ora dell’Asl, al parco Argo, in via Michelangelo; un secondo quale sede della Pro Loco (o con finalità analoghe) sempre al parco Argo, in via Botticelli.

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