Ponte chiuso, buone notizie dal vertice: ora si attende la Procura

Dalla relazione dei tecnici sembra che l’argine crollato non mini la stabilità della struttura. Si spera in una riapertura

Arrivano buone notizie dal tavolo tecnico riunitosi presso la Provincia di Caserta per discutere del sequestro preventivo del ponte che collega Grazzanise a Brezza e Borgo Appio disposto dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, a causa del cedimento di un argine. Infatti dalla relazione dei tecnici, stilata sulla base del rilievo aereo effettuato mediante l'ausilio di un drone, sembra che l’argine crollato non mini la stabilità della struttura.

L'attività prioritaria, finalizzata al dissequestro del ponte, resta quella relativa alla protezione della sponda dell’alveo. Secondo i tecnici, nelle condizioni attuali tutte le pile del ponte non risultano essere interessate dal dissesto spondale da cui, tra l'altro, risultano distanti di circa 50 metri, per cui deve ritenersi del tutto inverosimile che un’eventuale estensione del dissesto possa interessare le pile nell’immediato, pregiudicando la sicurezza del ponte.

Tuttavia appare necessario porre in essere un intervento di risistemazione e protezione del tratto di sponda franato, per evitare che la naturale crescita delle portate d'acqua nella prossima stagione autunnale possa determinare una possibile estensione verso valle della zona interessata dal dissesto. In particolare si suggerisce "l’esecuzione di un percorso di servizio per il passaggio dei mezzi meccanici durante l’esecuzione dei lavori; il riutilizzo del materiale franato per la parziale riconfigurazione della sponda con rimozione della vegetazione di alto fusto - si legge nella relazione dei tecnici -  Il completamento della riconfigurazione della sponda con idoneo terreno di riporto; il posizionamento di massi ciclopici di terza categoria all’interno della zona franata, estendendo l’intervento per circa 10 metri sia a monte che a valle in corrispondenza della preesistente linea di sponda corrispondente alla portata di magra; la realizzazione di uno strato di massi di pezzatura intermedia tra i massi di III categoria e il rinterro. Inoltre al solo fine preventivo si suggerisce di risanare l’attuale sistema di protezione delle pile dall’azione della corrente attraverso l’apposizione di adeguati massi tesi ad evitare azioni di erosione della scarpata".

Intanto il dirigente del settore Viabilità della Provincia, Antonio De Simone - dopo il vertice con Nicola Di Lillo (funzionario del settore Viabilità), i consulenti scientifici Roberto Greco e Gianfranco De Matteis, il verificatore strutturale del ponte Giovanna Barca, e le autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino meridionale Biagio Marinelli e Massimo Della Gatta - ha interpellato il presidente della Provincia, Giorgio Magliocca, dal quale ci si attende l'emanazione di un decreto presidenziale per l'appostamento delle somme necessarie alla realizzazione di tali lavori urgenti in danna alla Regione Campania. "Laddove i suddetti interventi venissero realizzati entro l’inizio della prossima stagione autunnale (ad esempio il 15 ottobre) - spiegano i tecnici - non ci sarebbero impedimenti al dissequestro del ponte sul Volturno".

Sulla questione è intervenuto ance il segretario del Partito democratico di Grazzanise, Teresa Cerchiello che ha commentato: "Ora la Procura di Santa Maria Capua Vetere, una volta esaminate le relazioni tecniche, potrebbe disporre il transito limitato sul ponte Unità d’Italia che unisce Grazzanise e le frazioni Brezza e Borgo Appio".

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