Raccolta dei rifiuti, battaglia tra Cite e Comune. La sentenza del Tar

Il provvedimento del tribunale dopo l'ordinanza di revoca dell'affidamento firmata dal sindaco

Il sindaco di Casapesenna, Marcello De Rosa

Si chiude la ‘partita’ dinanzi al Tar tra il Comune di Casapesenna e il Cite, Consorzio Stabile Interprovinciale Trasporti Ecoambientali, che ha gestito la raccolta dei rifiuti sul territorio di Casapesenna, oggi guidato dal sindaco Marcello De Rosa. Il Cite aveva chiesto l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza sindacale (firmata da De Rosa) di revoca dell’affidamento del servizio solo che il giudice del Tar non è stato per nulla d’accordo dichiarando “non procedibile” il ricorso.

Il tutto parte il 30 aprile 2019 quando il sindaco del Comune di Casapesenna ha ordinato la revoca, a partire dal giorno 7 maggio, dell’affidamento del servizio di raccolta trasporto dei rifiuti solidi urbani affidato al Consorzio Cite a favore dell’operatore economico “B. Recycling S.g.l.”.

Andando qualche anno ancora indietro troviamo l’affidamento, il 25 luglio 2018, al Consorzio CITE, per il periodo di 3 mesi e, comunque, fino al completamento della procedura di appalto in essere. Dopo l’aggiudicazione definitiva quindi si arriva all’affidamento per 5 anni. Solo che non si arriva ad un accordo sul passaggio di cantiere e parte subito la revoca per il “mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti”. Secondo il Comune “l’ordinanza sindacale andrebbe qualificata come risoluzione per inadempimento di obbligazioni cui l’affidataria era tenuta in caso di esecuzione anticipata rispetto alla stipulazione del contratto”.

Il Comune di Casapenna inoltre ha depositato memoria difensiva “eccependo l’improcedibilità del ricorso, sulla base del rilievo che con gli atti oggetto dell’impugnativa - in ragione della evidente situazione di grave instabilità economico finanziaria in cui versa(va) la ricorrente unitamente al non corretto espletamento del servizio secondo il calendario predisposto dall’Ente - con l’ordinanza si disponeva la revoca dell’affidamento temporaneo del servizio di igiene urbana nei confronti del Cite e l’affidamento temporaneo del servizio alla Società B. Recycling S.r.l.”.
Mentre invece per l’affidamento di 5 anni il Comune prendeva atto “dell’impossibilità di stipulare il contratto di appalto per causa ad esso non imputabile” e quindi “determinava la decadenza dell’affidamento”.

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Per il giudice del Tar “il ricorso va dichiarato improcedibile” e “compensa le spese di lite nei rapporti fra parte ricorrente (Cite) ed il Sindaco del Comune di Casapenna, in qualità di Ufficiale del Governo. Condanna il Comune resistente alla refusione delle spese di lite nei confronti di parte ricorrente, liquidate in complessivi 1.500 euro, oltre oneri accessori, se dovuti come per legge, ed oltre alla refusione del contributo unificato, ove versato”.

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