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Scuole chiuse per il maltempo, odio sui social contro i sindaci

Minacce ed offese, Apicella (Trentola Ducenta) sbotta: "A tutto c'è un limite"

I danni provocati dall'ondata di maltempo abbattutasi sulla provincia di Caserta e la conseguente chiusura delle scuole hanno provocato non poche polemiche da parte di chi, tra i cittadini, rivendica una maggiore attenzione agli interventi preventivi e una modalità d'azione diversa dal 'toccasana' dopo il verificarsi degli eventi. 

Nella giornata di mercoledì sono stati molteplici i disagi causati dalla bomba d'acqua e dalle raffiche di vento che hanno interessato l'intero territorio di Terra di Lavoro: strade allagate, auto impantanate, alberi crollati e addirittura passeggeri di un treno ostaggio del nubifragio. Disagi che si teme possano interessare la provincia di Caserta almeno fino alle ore 23,59 di oggi (giovedì 4 novembre), così come comunicato dalla Protezione civile della Regione Campania con la proroga dell'allerta meteo.

Da qui la necessità, da parte di diversi sindaci dei Comuni casertani, di emanare ordinanze di sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, per l'effettuazione delle opportune verifiche dei luoghi interni ed esterni degli istituti scolastici per assicurare la permanenza delle condizioni di sicurezza e per limitare al massimo gli spostamenti di persone e veicoli anche in considerazione del verificarsi di allagamenti e di danni alle sedi stradali.

Provvedimenti che sono finiti fin da subito nel mirino di quanti si sono detti in totale disaccordo, scatenando una vera e propria bufera social contro i primi cittadini tacciati di inefficienza, incompetenza ed eccessivo rigore. Ed è così che ha preso il largo - in particolar modo sui social, divenuti ormai la 'tribuna dell'odio' - l'addossamento delle responsabilità, lo 'sport' più antico quanto infruttuoso d'Italia. Spesso con toni fin troppo accesi.

Ad essere maggiormente esposti alla gogna mediatica sono stati i sindaci dei Comuni di Caserta (Carlo Marino), Casal di Principe (Renato Natale), Villa di Briano (Luigi Della Corte), Trentola Ducenta (Michele Apicella), Castel Morrone (Cristoforo Villano), San Prisco (Domenico D'Angelo) e Riardo (Armando Fusco), i quali hanno disposto la chiusura delle scuole sia per la giornata del 4 che per quella del 5 novembre.

A finire nella 'morsa' delle critiche è stato soprattutto la fascia tricolore di Trentola Ducenta, nei confronti della quale in tanti si sono scagliati sui social. C'è chi, infatti, lo ha definito "la persona più incompetente che il popolo poteva eleggere", chi invece "inutile" e addirittura chi gli ha rivolto offese personali piuttosto pesanti. Un clima d'odio che ha spinto il sindaco Michele Apicella a precisare la sua posizione sui social. "Qualsiasi decisione adottata da un amministratore può essere opinabile e criticabile, ma nei modi e nei termini opportuni - ha sottolineato Apicella - Sto subendo da ore ingiurie, offese ed addirittura minacce in pubblico ed in privato. A tutto c’è un limite. Ora basta! Non sono disposto nella maniera più assoluta a tollerare atteggiamenti oltraggiosi, non solo nei confronti della mia persona ma sopratutto per il ruolo che rivesto. Se veramente ci preoccupiamo così tanto della buona crescita ed istruzione dei nostri figli, iniziamo a partire dalle fondamenta del rispetto e del sano vivere civile. D’ora in poi tutelerò la mia immagine nelle opportune sedi".

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