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Il sindaco chiude le scuole fino all'Epifania

Pellegrino: "Non vanifichiamo tutti i sacrifici fatti finora". Poi la stoccata al Governo sulle restrizioni per il Natale: "Sono contraddittorie e senza alcun raziocinio"

Il sindaco Gino Pellegrino proroga la chiusura delle scuole

Le scuole di Parete resteranno chiuse fino al 6 gennaio 2021. E' la decisione presa dal sindaco Gino Pellegrino che ha annunciato di firmare una nuova ordinanza. Gli studenti dunque continueranno con la didattica a distanza fino all'Epifania, con la speranza di tornare tra i banchi quanto prima. "Proveremo a riaprire dopo le vacanze natalizie quando, si spera, che la curva dei contagi si abbasserà ulterioriormente - ha affermato il sindaco Pellegrino - Non possiamo permetterci di vanificare i sacrifici fatti finora. Un abbraccio va soprattutto ai più piccoli che dovranno resistere ancora un po’ e un caro saluto alle famiglie che ringrazio per la collaborazione, il senso di responsabilità e la pazienza dimostrata".

La decisione di prorogare la chiusura delle scuole, adottata già da diversi sindaci del casertano, arriva in anticipo rispetto alla tanto attesa ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Questo a testimonianza del fatto che la paura di ripiombare ad una situazione epidemiologica incontrollabile è tanta. "Le nostre scelte rigorose e coraggiose stanno dando i primi risultati - ha sottolineato Gino Pellegrino - I contagi nell’agro aversano continuano a scendere giorno dopo giorno a differenza di quanto accade nei territori in cui le scuole sono state tenute aperte, dove la curva dei contagi stenta a mostrare un abbassamento ragguardevole o addirittura sembra rialzarsi. La tutela della salute, la tranquillità di genitori, studenti e personale scolastico per noi viene prima di tutto".

Infine l'attacco al Governo sulle restrizioni introdotte per il Natale 2020. "Ora arrivano altri provvedimenti contraddittori e senza alcun raziocinio per il periodo natalizio. Ci dicono che a Natale non possiamo incontrare nemmeno i parenti più stretti, che non possiamo uscire dal comune di residenza e tutti ci rendiamo conto che questa è nei fatti una restrizione solo per i comuni più piccoli e non certo per città come Roma per esempio con i suoi 3 milioni di abitanti e i 1.287 kmq di superficie. Anche un bambino capirebbe che limitare la libertà dei soli cittadini dei piccoli centri non sortirà alcun effetto sul piano epidemiologico perché le più considerevoli concentrazioni di popolazione sono quelle delle grandi città".

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