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Scontro con i dissidenti, 12 consiglieri: "Dimettetevi dalle commissioni"

La dura nota: "Diversi consiglieri eletti col sindaco Golia lavorano per rallentare l’azione di rilancio amministrativo"

"Dal 23 dicembre la formazione politica nel nostro consiglio comunale è mutata. Da un lato protagonisti consiglieri eletti con il sindaco Alfonso Golia che continuano a lavorare per rallentare l’azione di rilancio amministrativo, d’altro lato, invece, noi che con grande rispetto delle prerogative delle minoranze, con le dimissioni del consigliere Angelino dalla commissione Trasparenza, rendiamo agibile la doverosa attività di controllo così come previsto dai regolamenti consiliari". A dichiararlo in una nota sono i consiglieri comunali Vincenzo Angelino, Maria Erika Alma, Antonio Andreozzi, Paolo Cesaro, Olga Diana, Pasquale Fiorenzano, Marco Girone, Giovanni Innocenti, Domenico Menale, Roberto Romano, Francesco Sagliocco e Mariano Scuotri.

"Ed è nel medesimo interesse che chi sedeva nei banchi di maggioranza, pur non avendo mai fatto sentire il proprio apporto propositivo, dovrebbe dimettersi dalle commissioni consiliari per consentire alle stesse di essere vero strumento di supporto agli atti amministrativi che questa maggioranza produce senza voler escludere dal dibattito la nuova minoranza - aggiungono - Al momento non è possibile in quanto in alcune commissioni non vi è la giusta proporzionalità di tutti i gruppi consiliari. Auspichiamo che i paladini dell’inquisizione e della verità assoluta rivedano questa posizione per riconsegnare alla maggioranza uno strumento utile per portare avanti gli indirizzi del governo locale e gli atti di programmazione e pianificazione che competono al massimo organo collegiale che è il consiglio comunale".

"Qualora così non fosse, dobbiamo prendere atto che è tutto frutto di una strategia tesa a paralizzare, così come si sta provando a fare per gli uffici, anche le commissioni, cercando di rallentare anche il lavoro preparatorio delle commissioni consiliari - concludono - Fare opposizione non significa bloccare, ma controllarla e arricchire l'azione amministrativa. Ad oggi registriamo una minoranza che ha optato per la linea dell’ostruzionismo, auspichiamo però di essere smentiti dai fatti".

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