Camorra in Comune, negli ultimi 30 anni solo Brancaccio ha finito il suo mandato da sindaco

Villano preannuncia ricorso contro il decreto di scioglimento, ma intanto sulla città atellana cade un nuovo velo di ombre

L'ex sindaco Angelo Brancaccio

Corsi e ricorsi storici. Guardando le sorti del Comune di Orta di Atella si ha una valida dimostrazione della teoria di Gianbattista Vico. Il comune atellano è destinato ad avere delle amministrazioni che, soprattutto negli ultimi anni, sono destinate a non concludere i propri mandati. 

Prima la camorra, poi la politica e quindi ancora una volta le presunte infiltrazioni camorristiche. Al di là di quelli che sono i colori politici ad Orta di Atella non si riesce a trovare una ‘pace’ politica, e soprattutto non riesce ad avere un sindaco con una propria maggioranza che possa dare un volto nuovo alla città. 

Ci aveva provato Angelo Brancaccio, ma con una serie infinita di costruzioni abusive che hanno sì dato un volto nuovo ad Orta di Atella, ma imbruttendo un paese che in pochi anni si è trovato ad essere ‘rifugio’ per famiglie del napoletano, puntualmente ingannate con abitazioni che risultavano solamente sui cantieri e su ‘carte false’, con servizi pari a zero. Quanto sta vivendo Orta di Atella ha dell’incredibile: è paradossale come solamente Angelo Brancaccio negli ultimi 30 anni sia riuscito a concludere un quinquennio di amministrazione (4 anni solamente per D’Errico tra il 1992 e il 1996, dopo un altro commissariamento). 

Dopo il primo Brancaccio bis (dal 1996 al 2006) arrivò Salvatore Del Prete che fu praticamente sciolto nel giro di due anni portando alla guida del Municipio il commissario Fulvio Rocco. Poi arriva il Brancaccio ter che (ovviamente) riuscì a portare a termine il suo operato. 

Il suo vice Giuseppe Mozzillo vinse le elezioni ma che sarebbe stata una amministrazione ‘breve’ lo si capì praticamente subito, tanto è vero che i malumori di maggioranza iniziarono praticamente sin dal giorno successivo alla vittoria delle amministrative. Mozzillo nel 2017 non riuscì ad approvare il bilancio e fu mandato a casa.

Arrivò il commissario Vincenzo Lubrano, che ha guidato l’Ente fino all’anno scorso quando a fine giugno Andrea Villano ha vinto le elezioni dopo il ballottaggio. Un anno e pochi mesi di amministrazione, tanti malumori e tante polemiche. Una maggioranza che ha scricchiolato più volte fino all’arrivo della commissione di accesso a marzo. Che mercoledì ha portato ad un nuovo commissariamento del Municipio atellano. “Abbiamo sempre agito nel rispetto della legalità”, ha tuonato Villano. Che ha deciso di non fermarsi alla decisione del Consiglio dei Ministri: “Faremo ricorso, perché in tutto quello che è stato fatto dalla mia amministrazione c’è stata trasparenza. Vogliamo chiarezza”.

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