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Centro sociale senza sede, attivisti in pressing su Marino: "Facciamo sciopero della fame a oltranza"

Organizzato un nuovo presidio di protesta in viale Beneduce: "Fuori il patto di collaborazione per l'ex Onmi"

La protesta del centro sociale Ex Canapificio in viale Beneduce

"Fuori il patto di collaborazione per l'ex Onmi di Caserta". Lo chiedono a gran voce gli attivisti del centro sociale che per lunedì 21 giugno, alle ore 17, hanno organizzato un nuovo presidio di protesta in viale Beneduce e lanciato lo sciopero della fame per riavere la sede 'negata'. "Una forma di protesta inedita e radicale, per una lotta che va avanti da troppo tempo senza un epilogo concreto - sottolineano in una nota gli attivisti Virginia Crovella, Vincenzo Fiano e Abraham Kouassi - Abbiamo lanciato lo sciopero della fame per l'assegnazione dell'ex Onmi al centro sociale di Caserta e all'ampia e variegata rete di ben 30 associazioni che supportano la nostra proposta di gestione condivisa".

"L'immobile in viale Beneduce a Caserta, di proprietà comunale e abbandonato da anni, è destinato a ricevere ben 700.000 euro di fondi regionali per la messa in sicurezza affinché accolga le attività sociali che per 20 anni hanno avuto sede presso l'ex Canapificio - aggiungono - Dopo la ripresa dell'interlocuzione col sindaco Marino e le dichiarazioni importanti rilasciate alla stampa, ovvero l'impegno a siglare in giunta entro 10 giorni il patto di collaborazione per la gestione dell'ex Onmi, rinnovabile fino alla messa in sicurezza dell'ex Canapificio di viale Ellittico, durante il presidio del 4 giugno che vide coinvolti numerosi cittadini, istituzioni e associazioni, decidemmo di ritirare lo sciopero della fame come segnale distensivo e di fiducia. Oggi, nessun patto è stato siglato in giunta riguardo l'ex Onmi né se ne prevede una data. Non possiamo più aspettare. Il bisogno di una sede, di un tetto alle numerose attività solidali e inclusive che la nostra rete associativa porta avanti da decenni coinvolgendo migliaia di cittadini in difficoltà, non può più aspettare".

A mettere in difficoltà il sindaco Carlo Marino è anche l'associazione “Giovani per il cambiamento” che dopo l’assemblea del consiglio direttivo e la plenaria dei soci, mettendo al centro un progetto che possa coinvolgere sempre più giovani sotto il punto di vista sociale, volto anche a salvaguardare il proprio territorio, ha chiesto all’amministrazione comunale, nell’ambito delle sue disponibilità, uno spazio da attribuire all’associazione, anche presso l'ex Onmi. Ma gli attivisti non 'mollano' la presa: "Chiediamo un segnale concreto e deciso per il futuro dell’immobile, che deve diventare la vera casa del sociale che manca a questa città. Il Comune di Caserta e la Regione Campania devono dar seguito agli impegni assunti pubblicamente e durante i numerosi tavoli istituzionali che, dal sequestro dell’ex Canapificio avvenuto nel marzo 2019, si susseguono", concludono.

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