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Domenica, 22 Maggio 2022
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La sanità ‘a tempo’ in Campania: analisi col ticket solo 10 giorni al mese (quando va bene)

C’è un tempo per tutto. In Campania, negli ultimi mesi, per poter fare analisi pagando solo la “quota ticket” quel tempo si è terribilmente ridotto. Dall’inizio del nuovo anno, infatti, la Regione Campania ha assegnato ai singoli laboratori, dei tetti massimi rimborsabili, che non possono essere superati (perché non sarebbero rimborsati).

Un problema atavico per la Campania, solo che fino allo scorso anno, si era abituati a poter effettuare esami ed analisi di laboratorio fino all’estate per poi “soffrire” negli ultimi mesi dell’anno. Colpa del budget, che sembra non essere mai abbastanza.

Da quest’anno le cose sono cambiate.  Il budget è diventato mensile, ma i problemi restano. Tant’è che sono tante (tantissime) le lamentele degli utenti casertani che segnalano come, ormai, riuscire ad usufruire della sanità pubblica è diventata una impresa. O meglio, una corsa folle: chi prima arriva meglio alloggia.

La maggior parte dei laboratori convenzionati col sistema sanitario, infatti, è costretta a bloccare l’accettazione delle ricette entro il 10 di ogni mese. I più fortunati, posso arrivare fino al 15 (ma alcuni si fermano anche alla prima settimana). Poi l’utente è costretto a pagare, per intero.

Così, però, si corre il rischio di rallentare le diagnosi. Perché, è inutile nasconderlo, in tanti decidono di rinviare di effettuare esami rinviandoli al mese successivo visto il periodo di grande crisi causato dalla pandemia da Covid-19. Non è un mistero. Per non parlare di chi, affetto da patologie serie e gravi, è costretto ad un monitoraggio costante e con cadenza settimanale.

E che il problema sia enorme lo dimostra il fatto che lo stesso governatore della Campana Vincenzo De Luca lo ha affrontato in una delle ultime dirette sui social network, dando la colpa ad una piccola percentuale di laboratori privati che truffa il sistema sanitario.

Fatto sta che il problema c’è e non si riesce ad affrontarlo. Nonostante quella per la sanità sia la parte maggiore della spesa che pesa sul bilancio pubblico regionale.

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