Sabato, 24 Luglio 2021
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Salvini al carcere delle torture: "Minacce di morte ed attacchi dei clan di camorra"

Il leader del Carroccio ribadisce: "Ci sono state delle violenze. Chi sbaglia paga soprattutto se indossa una divisa". Il segretario del Sappe Fattorello: "Situazione sfuggita di mano"

Salvini a Santa Maria Capua Vetere

"Ritenevo mio dovere essere qua a ricordare che chi sbaglia paga, soprattutto se indossa una divisa". Lo ha detto ai cronisti il leader della Lega Matteo Salvini in visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo l'inchiesta della Procura che ha svelato le torture avvenute nel penitenziario "Francesco Uccella" il 6 aprile del 2020 e che hanno portato a 52 misure cautelari e 107 indagati tra gli agenti della polizia penitenziaria. 

Salvini è giunto presso la casa circondariale intorno alle 18. Dopo un colloquio con la direttrice Elisabetta Palmieri si è poi fermato con i cronisti sottolineando come "questo (il pestaggio nda) però non vuol dire infamare e mettere a rischio la vita di 40mila donne e uomini in divisa del corpo della polizia penitenziaria che rendono questo un Paese più sicuro. La giustizia faccia il suo corso e, se ci sono stati abusi e violenze con nomi e cognomi vanno puniti. Ma non accetto le minacce di morte che stanno arrivando, gli insulti, gli attacchi, anche da parte di clan della camorra. Ringrazio le forze dell'ordine tutte, se c'è quell'1% che sbaglia va punito. Se qualche detenuto è stato oggetto di violenza - aggiunge - è inaccettabile, il carcere deve essere un lungo sicuro per tutti, per chi sta dentro perché è un criminale e per i lavoratori. Le scuse alle famiglie sono sacrosante e dovute. Ma mettetevi nei panni di un agente penitenziario che in ogni parte d'Italia deve lavorare". 

Salvini ha parlato di "disastro e sconfitta dello stato" ma anche del fatto che quanto accaduto "serva per nuove assunzioni, per la revisione delle piante organiche, nuove divise, nuove telecamere e nuovi strumenti di difesa e di dialogo". Salvini poi ha ricordato come dopo le torture "il ministro Bonafede ci disse che era tutto sotto controllo" ma "è evidente che ci sono state delle violenze". Aggiungendo poi che "è stata una mattanza la rivolta che c'è stata in questa ed altre carceri, con morti e feriti". Salvini ha spiegato di aver portato solidarietà "a donne e uomini in divisa che non hanno fatto niente che rischiano la vita e non possono essere sputtanati in terra di camorra". 

Prima dell'arrivo del leader del Carroccio nel casertano il segretario del Sappe Emilio Fattorello ha parlato di "situazione sfuggita di mano. Reagiamo alla gogna mediatica - ha aggiunto -. Prendiamo le distanze da quelle immagini, lì vediamo la frustrazione della polizia penitenziaria ma la situazione é tecnicamente sfuggita di mano. Non è l'unica perquisizione del genere. Tecnicamente qui è sfuggita di mano la situazione, come Bolzaneto".

"Perché da quando, un anno fa, il garante dei detenuti della Campania denunciò le violenze e i pestaggi perpetrati il 6 aprile 2020 ai danni dei detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere, gli agenti della polizia penitenziaria che parteciparono alla perquisizione e alle violenze sono rimasti a prestare servizio nello stesso istituto carcerario? E perché, ancora oggi, gli agenti sotto indagine, prestano ancora servizio e non sono ancora stati spostati da Santa Maria Capua Vetere?". Sono gli interrogativi al centro di un'interrogazione presentata dai senatori Sandro Ruotolo, Loredana De Petris ed Vasco Errani di Leu-Ecosolidali al Presidente del Consiglio, alla Ministra della Giustizia e alla Ministra degli Interni. Gli interroganti chiedono "se il Presidente del Consiglio e i Ministri, non ritengano opportuno introdurre idonee misure atte a rendere identificabile il personale delle forze dell’ordine coinvolto in una determinata operazione. E in particolare se la Ministra della Giustizia, non ritenga opportuno verificare quali e quanti agenti penitenziari siano stati inviati il giorno il 6 aprile dell'anno scorso presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere; quali siano i compiti attribuiti al “Gruppo di supporto agli interventi” istituito alle dipendenze del Provveditore Regionale; quale fosse la natura dell’incarico ricevuto; se siano da ravvisarsi nel caso specifico, responsabilità degli organi preposti alla tutela e alla sicurezza dei detenuti".

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