Il viceministro della Salute Sileri: "Investimenti per screening oncologici in Terra dei Fuochi"

L'annuncio durante un incontro a Casa Don Diana. Dopo lockdown 150 roghi di rifiuti al giorno

Sileri ha partecipato all'iniziativa 'roghi e covid'

Screening oncologici nella Terra dei Fuochi dopo lo stop durante il lockdown. Lo ha annunciato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri intervenuto a Casal di Principe all'incontro, svolto a Casa don Diana, dal tema "L'emergenza fra roghi di rifiuti e Covid -19", promosso dal Consorzio nazionale dei rifiuti in polietilene Polieco, in collaborazione con il Comitato don Peppe Diana.

Una giornata dedicata alla salute ed all'ambiente con l'obiettivo di fare un focus sulle difficoltà legate alla gestione dei rifiuti ai tempi del Covid, tra la chiusura delle frontiere (con gran parte dei rifiuti nazionali che vengono smaltiti all'estero) e l'utilizzo dei dpi (spesso dispersi nell'ambiente) che hanno evidenziato ancor di più come il "sistema rifiuto" non sia autosufficiente. "Quando ci riferiamo all’ambiente e alla salute non possiamo ragionare a compartimenti stagni. La sanità è trasversale e parte dall’educazione all'igiene e dunque alla corretta gestione dei rifiuti", ha sottolineato Sileri.

L'occasione della visita a Casal di Principe è stata colta da Sileri per fare il punto anche su un'altra emergenza: quella relativa all'incidenza ambientale sulla salute. "La mia preoccupazione sono gli screening che purtroppo in questo periodo di emergenza Coronavirus non sono stati fatti, e quindi ora qui bisogna fare un investimento importante per farli - ha ribadito Sileri - Penso a questa area funestata da patologie neo plastiche legate all'inquinamento ambientale. In particolari territori dove, come quello del casertano, l’incidenza delle patologie neoplastiche è particolarmente forte per questo avvieremo degli screening oncologici – ha annunciato il viceministro – con attenzione al tracciamento dei metalli pesanti, utili anche ad elaborare nuovi marcatori tumorali".

La tematica della Terra dei Fuochi è stata al centro anche dell'intervento dell'Incaricato della Regione per il fenomeno dei roghi Filippo Romano che ha sottolineato come "dopo un calo dei roghi tossici in Campania del 20% durante il periodo del lockdown, abbiamo assistito ad un incremento fino alla stabilizzazione a livelli ormai standard, ovvero 150 roghi in media al mese. Ma dobbiamo fare un passo in avanti, e intensificare la pressione sui campi nomadi". Romano ha spiegato che da mesi vanno avanti gli Action Day nei comuni delle province di Napoli e Caserta ricadenti nell'area cosiddetta "Terra dei Fuochi"; si tratta di controlli cui prendono parte tutte le forze dell'ordine, l'Esercito e i tecnici di Arpac e Asl, che si concentrano su determinate filiere produttive, dai meccanici ai gommisti, dagli artigiani alle piccole imprese. Centinaia i sequestri di aziende spesso in nero, di aree ridotte a discariche abusive. "Ci preoccupa il cittadino che getta rifiuti in strada, ma più l'imprenditore che per risparmiare sui costi di smaltimenti immette il suo rifiuto in un canale illecito" dice Romano, che poi annuncia che nelle prossime riunioni sugli interventi da effettuare, si discuterà di come intervenire sui campi nomadi; le persone che vi vivono sono spesso responsabili di parte dei roghi tossici che avvengono sul territorio, e lo abbiamo visto dopo il lockdown, quando le attività illecite attorno a tali insediamenti sono aumentate".

"Tutelare l’ambiente significa salvaguardare la salute e questo – ha sottolineato la direttrice del Polieco Claudia Salvestrini – passa necessariamente per una riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti, che oggi, soprattutto durante l’emergenza Covid – 19, ha messo in evidenza i limiti di una raccolta differenziata basata più sulla quantità che sulla qualità. La carenza di impianti di riciclo, poi, rende ancora più rischiosa la situazione, con flussi di rifiuti che vanno a finire all’estero o che, alla fine della loro lavorazione, contribuiscono all’innalzamento del numero di roghi che si verificano ormai da anni nelle piattaforme. La crisi globale deve spingerci ad un’economia green e circolare". "Se certi sistemi non funzionano più, bisogna prenderne atto e voltare pagina", ha detto in apertura il presidente Polieco Enrico Bobbio

Fra i temi affrontati, quello della gestione dei rifiuti agricoli che spesso vengono incendiati nei campi agricoli. Il Polieco ha illustrato il progetto di raccolta e avvio al riciclo che partirà sperimentalmente per i teli da serra e le ali gocciolanti, nei comuni di Giugliano in Campania, Caivano e Casal di Principe.  

"Formare alla corretta gestione dei rifiuti che vengono abbandonati e che invece possono essere una risorsa, se ben indirizzati – ha commentato il comandante Gruppo Carabinieri Forestali della Campania, generale Ciro Lungo – è fondamentale, così come garantire efficaci sistemi di gestione. L’attività repressiva – ha aggiunto –da sola non serve, per interventi significativi è necessario che funzioni il sistema. In sei mesi, nelle province di Napoli e Caserta come Arma dei Carabinieri abbiamo sottoposto a sequestro ben 189 aziende, ma a questo deve affiancarsi la prevenzione".

L’incontro, che ha visto la partecipazione del coordinatore del Comitato Don Diana, Salvatore Cuoci, dell’assessore all’Ambiente del Comune di Casal di Principe, Mirella Letizia, e del presidente del consorzio Nco, Simmaco Perillo, ha anticipato i lavori del Forum Internazionale sull’economia dei rifiuti promosso dal Consorzio Polieco che si terrà il 2 e 3 ottobre a Napoli presso l’Hotel Royal Continental.  

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