"Traffico di rifiuti, i clan si organizzano dalla raccolta alla bonifica" | FOTO

E' quanto evidenziato al Forum Internazionale Polieco sull'economia dei rifiuti, da Maurizio Giordano della Dda di Napoli e Cesare Sirignano sostituto procuratore del Tribunale di Napoli Nord

Cesare Sirignano sostituto procuratore del Tribunale di Napoli Nord

Aumento degli illeciti e del traffico dei rifiuti con l’interessamento della criminalità a partire dalla raccolta e fino alla bonifica. E’ quanto è stato evidenziato al Forum Internazionale Polieco sull’economia dei rifiuti, da Maurizio Giordano della Dda di Napoli e Cesare Sirignano sostituto procuratore del Tribunale di Napoli Nord.

“Negli ultimi tre anni nelle province di Napoli e Caserta si è assistito ad un aumento esponenziale del traffico dei rifiuti e ad una nuova modalità di interesse della criminalità. Dopo l’aggressione delle forze dell’ordine e della magistratura – ha spiegato Giordano -  i clan della camorra si sono riorganizzati in maniera ancora più raffinata occupandosi non solo del segmento dello smaltimento ma anche della raccolta attraverso le gare d’appalto, del trasporto, della creazione di siti di trasferenza e della bonifica laddove si sono già accertati casi di inquinamento”. “Si genera così – ha aggiunto- un circuito vizioso che danneggia sia l’ambiente che la salute ed in questo è chiaro che c’è non solo la criminalità organizzata ma anche l’imprenditore spregiudicato che conta su un sistema punitivo blando rispetto ai guadagni lauti. E’ necessario, allora in questo contesto, inasprire le pene per indurre a desistere”.

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A fronte di un cambiamento nel traffico illegale dei rifiuti, manca anche un adeguato controllo per assenza di risorse. “E’ sintomatico come nella Procura del Tribunale Napoli Nord con un vasto territorio di competenza, 30 magistrati possono contare solo su 20 agenti polizia giudiziaria, il che la dice lunga sulla possibilità di portare avanti indagini e controlli capillari”, ha detto Sirignano. Dal Sostituto Procuratore anche l’allarme sull’ intervento di “procacciatori di imprese e di broker, quasi mai immediatamente riconducibili alle organizzazioni mafiose, rende ancora più difficile l’individuazione del ciclo illecito di raccolta e di smaltimento dei rifiuti”.

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“La ciclica emergenza rifiuti rappresenta la cartina di tornasole della inadeguatezza delle soluzioni adottate fin ora. Non v’è dubbio, infatti, che – ha aggiunto - non è tutto mafia e che nel settore dei rifiuti prevalga una convergenza di interessi che vede da un lato l’impresa che deve smaltire i rifiuti a basso costo e dall’altro le agenzie di servizi che assicurano lo smaltimento in Italia ed in Europa attraverso contatti consolidati nel tempo con altre aziende in grado di far circolare i rifiuti occultandone la provenienza e la tipologia. Le indagini degli ultimi anni descrivono una gestione del settore sempre più nelle mani di broker e di imprese di servizi in molti casi in rapporti di affari con le organizzazioni mafiose, prevalentemente nei territori in cui esse esercitano un controllo militare ed hanno influenze negli apparati amministrativi e politici. In molti altri, invece, le imprese che devono smaltire rifiuti si avvalgono della loro intermediazione per dismettere a basso costo la grande quantità di rifiuti in modo illegale e spesso oltre i confini nazionali”.

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