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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Revocata ufficialmente la gara milionaria che ha portato la Dda ad indagare il sindaco

Il provvedimento a 72 ore dall'udienza preliminare. Su Marino pende la richiesta di rinvio a giudizio della Dda

A 72 ore dall’udienza preliminare davanti al giudice del tribunale di Napoli Anna Tritone che dovrà decidere se rinviare a giudizio, o meno, il sindaco di Caserta Carlo Marino, il dirigente del Comune Franco Biondi revoca “definitivamente” la gara per l’appalto rifiuti che ha portato la Direzione distrettuale antimafia ad indagare su Palazzo Castropignano.

Con la determina numero 1062, infatti, a ben 4 anni di distanza dall’indizione della gara, l’ingegnere ha firmato l’atto che chiude, amministrativamente, la partita. La gara doveva essere assegnata ad Energetikambiente, la società che, secondo la Dda, era controllata dal manager di Sant’Arpino Carlo Savoia il quale sarebbe riuscita a vincerla grazie ad una “intesa non legale” proprio col sindaco Marino. Per questo motivo, c’è la richiesta di rinvio a giudizio per entrambi oltre che per il dipendente Pippo D’Auria e l’ex dirigente del Comune di Caserta Marcello Iovino.

Una gara da oltre 110 milioni di euro che il dirigente Biondi ha deciso di annullare nonostante un ricorso pendente al Tar Campania da parte della Tekra, l’azienda che si era classificata al secondo posto e che, dopo l’indagine della Dda, confidava di potersela aggiudicare. Invece così non sarà. Biondi, nelle motivazioni del provvedimento, riporta in auge il dissesto finanziario del Comune ed una successiva verifica del rapporto tra prezzo e servizio che non sarebbe più “allettante” per l’Ente (nonostante la gara sia stata bandita dopo la seconda dichiarazione di dissesto finanziario, quindi a ‘numeri chiari’) ed anche la “nuova” società in house che il Comune vorrebbe realizzare per gestire la raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Sicuramente la tempistica lascia qualche dubbio, visto che, nonostante la gara sia stata fermata, di fatto, nel 2019, dopo le perquisizioni effettuate negli uffici del Comune che fecero emergere l’indagine in corso a carico del sindaco Marino (poi rieletto), la revoca della gara arriva a tre giorni dall’udienza preliminare al tribunale di Napoli.

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