Dal boss Zagaria a ‘incubatore di start up’, il bene confiscato alla camorra rinasce

La struttura affidata ad Agrorinasce subirà un restyling completo

Il bene confiscato a Zagaria ospiterà un centro per start up

Una nuova destinazione d’uso per il bene confiscato a Michele Zagaria, l’ex boss del clan dei Casalesi, sul territorio di Casapesenna. In via Don Peppe Diana fino ad oggi l’immobile in passato appartenuto alla criminalità organizzata ha ospitato la sede di Caritas, Protezione civile, Legambiente e Fare Ambiente ma oggi grazie a dei fondi ottenuti dall’amministrazione comunale targata Marcello De Rosa ci sarà un restyling completo dell’immobile che ospiterà un centro di innovazione ed economia sociale per start up innovative. 

“Restituire beni confiscati ai cittadini onesti per me è una priorità”, ha affermato il sindaco Marcello De Rosa. Parliamo di un immobile confiscato della grandezza di circa 150 mq su due livelli localizzato nei pressi del centro cittadino, confiscato a Michele Zagaria. Nel 2016, il Comune di Casapesenna ha inteso affidare l’amministrazione del bene confiscato ad Agrorinasce affinché realizzasse tutte le attività di valorizzazione dell’immobile confiscato, a cominciare dalle opere per l’agibilità del Centro e l’avvio del bando di assegnazione degli spazi. Tutto l’iter è stato concluso con una nuova progettualità che prevede, appunto, la ristrutturazione del bene confiscato per una successiva valorizzazione dell’intero complesso.

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