Nuove regole nei ristoranti, molti non riapriranno: "Limitazioni eccessive"

Le perplessità dei ristoratori sulle linee guida Inail-Iss: "Costi restano uguali ma i guadagni crolleranno". Confesercenti e Confcommercio: "Ritardi nel decreto inaccettabili"

Le nuove regole per i ristoranti

Brancolano nel buio le migliaia di operatori del settore della ristorazione nel casertano. Le linee guida di Inail ed Istituto Superiore di Sanità sono la causa di non pochi grattacapi interpretativi con la riapertura prevista per il 18 che potrebbe slittare a data da destinarsi per molti esercenti. 

Le limitazioni

Troppe le limitazioni previste che non consentirebbero una riapertura serena. In primis la modifica del layout del ristorante con una rimodulazione dei posti a sedere che prevede una distanza tra i tavoli di almeno 2 metri. Il limite massimo di capienza prevede uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. Inoltre, le sedute dovranno essere disposte in maniera da garantire un distanziamento fra i clienti adeguato e tenendo presente che non è possibile predeterminare l’appartenenza a nuclei in coabitazione. Prescrizioni che adesso dovranno essere vagliate dagli organi di governo che dovranno emanare un apposito decreto demandando eventuali specifiche alle Regioni ed ai Comuni. 

I ristoratori

Limiti che non piacciono ai ristoratori che vedrebbero ridursi notevolmente la platea. "Il nostro business plan è creato su un determinato numero di accessi - spiega Gaetano Ciontoli di Barbeq - Il rischio è che in questo modo un pub diventi un locale 'a 5 stelle' - scherza - I costi fissi restano gli stessi mentre i guadagni andrebbero a ridursi di due terzi. Ad esempio il nostro locale ha circa 85 coperti che passerebbero a 18-25 secondo queste prescrizioni. Per questo penso che non riapriremo. Inoltre, andrà ridotto necessariamente il personale, sia in sala sia in cucina". Altra questione analizzata da Ciontoli è quella delle prescrizioni per le sedute allo stesso tavolo: "Non possiamo chiedere ai clienti che rapporti hanno - spiega - Nasciamo come locale pubblico. Sarebbe bastata un'autocertificazione da consegnare magari a fine giornata o il giorno successivo in Prefettura in modo tale da avere una mappatura dei clienti che sono venuti nel locale quel dato giorno". Si teme anche una risposta fredda da parte degli stessi clienti: "già c'è paura e poca possibilià di spendere - conclude - Con queste limitazioni si perde anche la convivialità, il piacere dello stare a tavola che è alla base della ristorazione".

Chi riaprirà, invece, è Raffaele Porrino dell'omonima osteria di via Galilei: "Ho molte perplessità anche perchè la norma ancora non esiste - dice - La riduzione dei posti in sala è di circa il 70% dello spazio per garantire i 4 metri di distanza. E allora la spazzatura la pago solo per quello che occupo o per i metri totali?". Porrino in queste settimane è rimasto aperto  con l'asporto: "I ritmi sono molto lenti - racconta - Per fortuna abbiamo molti clienti fidelizzati ma gli incassi sono quasi a zero. E' dura".

Le associazioni

Sui ritardi nell'approvazione del decreto che dovrà garantire norme certe puntano il dito le associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio. "La lamentela principale che arriva dai ristoratori e pubblici esercizi è proprio il ritardo oltre che sulle prescrizioni imposte - spiega il presidente di Confesercenti Salvatore Petrella -  Con la riapertura prevista per lunedì i commercianti non avranno modo di adeguarsi alle norme. Inoltre, non si sa bene come funzionerà per i dipendenti che sono in cassa integrazione. Dalle bozze che stanno circolando leggiamo cose che sono gravissime per il commercio come ad esempio il fondo perduto al 25% sulla base del fatturato di aprile del 2019. Se continua così la ripresa non sarà breve ma durerà molto più del previsto". 

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"Brancoliamo nel buio - commenta il presidente provinciale di Confcommercio Lucio Sindaco - Non c'è nessuna fonte ufficiale. Le linee aguida di Inail e Iss penalizzano tantissimo e molti non riapriranno. Inoltre all'incertezza normativa si aggiunge quella sui clienti: non sappiamo che volumi verranno prodotti. E' un disastro".  

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