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Reddito di cittadinanza, il 22% dei beneficiari ha firmato un contratto di lavoro

Molti contratti sono stati a termine o apprendistati: al 31 ottobre attivo solo il 59%

In questo periodo di profonda emergenza, dovuta al maledetto Covid-19, il 'Reddito di Cittadinanza' si è rivelato un ottimo strumento per combattere la crisi che ha attanagliato migliaia di famiglie. Un contributo mensile importante per superare le difficoltà del momento che solamente in questi giorni per tante persone si è rinnovato per altri 18 mesi (per chi aveva presentato la richiesta nel marzo 2018). 

L’ultima fotografia aggiornata al 31 ottobre mostra una crescita dei contratti di lavoro attivati a vantaggio dei beneficiari del reddito di cittadinanza tenuti alla sottoscrizione di un patto per il lavoro. Al 31 ottobre i beneficiari del Rdc tenuti alla stipula di un 'Patto per il lavoro' in provincia di Caserta sono 55310. Di questi, 11929 hanno avuto almeno un rapporto di impiego successivamente alla domanda del beneficio. Si tratta del 22%, vale a dire poco più di uno su 5; Sempre al 31 ottobre però i rapporti di lavoro ancora attivi sono 7048. Quindi praticamente c'è una percentuale del 59% di contratti ancora in essere. 

In Provincia di Caserta sono ben 83951 le persone coinvolte per il Reddito di Cittadinanza ma 28mila persone (anziani, mamme con bambini, invalidi, disabili) non possono sottoscrivere un patto per il lavoro. 

Quello che emerge è che molti contratti firmati dai percettori di reddito di cittadinanza sono stati a tempo determinato oppure si è trattato di apprendistati. Non c’è un dato su quanti di questi contratti siano stati veicolati da parte dei navigator e dai centri per l’impiego. E' bene ricordare però che in Campania i navigator hanno iniziato 4 mesi dopo rispetto agli altri in Italia. E' probabile, tuttavia, che non sia una grandissima parte, visto che dal 3 marzo, data in cui è iniziata la sperimentazione, sono stati attivati dai centri per l’impiego appena 429 assegni di ricollocazione legati alla misura in tutta Italia. Inoltre, se si guarda ai dati Eurostat sui metodi per la ricerca di lavoro, emerge come solo un quarto dei disoccupati si rivolge ai centri per l’impiego, dato che è crollato al 15,1% nel secondo trimestre del 2020, complice il lockdown.

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