Venerdì, 17 Settembre 2021
Attualità Santa Maria Capua Vetere

Rappresaglia al carcere, il Ministero invia gli ispettori a Santa Maria Capua Vetere

La Guardasigilli Cartabia chiede un "rapporto completo sull'intera catena di responsabilità". Il direttore dell’ufficio detenuti a capo della task force

Le telecamere del penitenziario hanno immortalato quelle scene di violenza

Arrivano gli ispettori del Ministero della Giustizia al carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo l'orribile mattanza del 6 aprile del 2020 quando almeno 283 agenti della polzia penitenziaria (117 sono stati indagati con 52 misure cautelari ma molti non sono stati ancora identificati) misero in atto una vera e propria rappresaglia da macelleria messicana ai danni dei detenuti del reparto Nilo, costretti ad inginocchiarsi e presi a calci, pugni e manganellate senza alcun motivo se non quello di dare "un segnale forte". 

Così dopo il via libera da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha fatto crollare quel muro di omertà e violenza al di là del perimetro di cinta del penitenziario "Francesco Uccella", oggi è arrivata la firma all'ispezione, che partirà nei prossimi giorni. "Ho chiesto un rapporto completo su ogni passaggio di informazione e sull’intera catena di responsabilità", annuncia la Ministra della Giustizia Marta Cartabia, secondo cui questa vicenda richiede "una verifica a più ampio raggio, in sinergia con il Capo del Dap, con il Garante nazionale delle persone private della libertà e con tutte le articolazioni istituzionali, specie dopo quest’ultimo difficilissimo anno, vissuto negli istituti penitenziari con un altissimo livello di tensione". E dal palazzo di via Arenula arriva anche un segnale chiaro a testimoniare l'importanza delle verifiche. 

A capo della task force ministeriale che accederà a Santa Maria Capua Vetere ci sarà Gianfranco De Gesu, direttore generale dell’ufficio detenuti e trattamento del Ministero della Giustizia. Una circostanza 'straordinaria' visto che solitamente la commissione ispettiva è composta da personale territoriale. Un segnale della volontà del Dap di seguire in via diretta a livello centrale le attività ispettive. Il direttore generale riferisce infatti solo ai vertici del Dap. 

Intanto, oggi sulla vicenda di Santa Maria Capua Vetere è intervenuto anche l'ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede tirato in ballo nel dibattito politico di questi giorni sulla barbarie della casa circondariale. A puntare il dito contro Bonafede era stato il deputato di Più Europa Riccardo Magi che sulle violenze di Santa Maria Capua Vetere aveva presentato un'interrogazione alla quale Bonafede replicò, attraverso il sottosegretrario Ferraresi, "quella di Santa Maria è stata una doverosa operazione di ripristino della legalità".

Oggi alla luce delle indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere Bonafede sottolinea: "Preciso, come è già evidente e documentalmente provato, che il ministero si è mosso immediatamente nel pieno rispetto delle prerogative e dell’indipendenza dell’autorità giudiziaria che ha portato avanti le indagini per accertare i fatti. Ogni altra speculazione è totalmente infondata".

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