Attualità Santa Maria Capua Vetere

Torture in carcere, arriva la svolta: 2 casertani nella commissione del ministro

Marta Cartabia ha creato una squadra di lavoro per l’innovazione del sistema penitenziario

Le torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere hanno fatto saltare il tappo ed ora anche il governo Draghi decide di riformare il sistema penitenziario italiano. La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che nei mesi scorsi è stata nel “ carcere delle torture” per mandare un messaggio chiaro ai detenuti vittime dei soprusi (ci sono 120 persone indagate dalla Procura della Repubblica), ha firmato il decreto di costituzione di una Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario. La squadra di lavoro ha l’obiettivo di indicare interventi concreti per migliorare la qualità della vita delle persone recluse e di coloro che operano all’interno degli istituti penitenziari, nella prospettiva del rafforzamento dei principi costituzionali e degli standard internazionali.

La commissione sarà presieduta da Marco Ruotolo, professore ordinario di Diritto Costituzionale Università Roma tre. Vi faranno parte anche due esponenti di rilievo casertani: Raffaello Magi, consigliere della Corte di Cassazione, e lo psichiatra Giuseppe Nese.

Magi è stato giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, giudice a latere in Corte di Assise, presidente del collegio per l’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali. Il suo nome è spesso associato alla sentenza Spartacus, la prima sul clan dei Casalesi e della quale è stato estensore.

Napoletano d’origine, ma casertano d’adozione, Nese si è occupato per l’Asl di Caserta dei servizi di sanità penitenziaria. E’ inoltre responsabile per la Regione Campania del Laboratorio regionale di sanità penitenziaria "Eleonora Amato" che coordina la rete regionale di sanità penitenziaria e il sistema informativo per il superamento degli OPG "SMOP", operativo per il 94,6% della popolazione nazionale) ed è vice presidente dell'Osservatorio permanente per la sanità penitenziaria.

Con loro faranno parte della commissione Bernardo Petralia (capo Dap) e Gemma Tuccillo (capo dipartimento DGMC), è composta da Pietro Buffa (provveditore regionale Lombardia), Antonella Calcaterra (avvocato), Carmelo Cantone (provveditore regionale Lazio, Abruzzo e Molise), Daniela De Robert (componente del Collegio del Garante dei detenuti), Manuela Federico (Uepe, già comandante polizia penitenziaria San Vittore), Antonietta Fiorillo (presidente del tribunale di sorveglianza Bologna), Gianluca Guida (direttore istituto penale per i minorenni Nisida), Fabio Gianfilippi (magistrato di sorveglianza), Catia Taraschi (responsabile dell’ufficio detenuti Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) ed Elisabetta Zito (direttrice casa circondariale Catania). La Commissione si avvarrà di una segreteria tecnico scientifica composta da Antonio Bianco (magistrato), Ernesto Caggiano (magistrato) e Silvia Talini (ricercatrice Università degli studi di Roma tre).

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