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Lunedì, 29 Novembre 2021
Attualità Mondragone

Il 'faccia a faccia' tra operai del cantiere rifiuti e sindaco sblocca la protesta

I dipendenti della Isvec tornano a lavorare. Pacifico: "Chiesto alla ditta di garantire le condizioni di lavoro. Gli stipendi erano già stati pagati"

Rientra la protesta degli operatori ecologici della società I.SV.EC che gestisce attualmente il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti a Mondragone. Dopo un serrato confronto tenutosi nella casa comunale il sindaco Virgilio Pacifico e le rappresentanze sindacali delle maestranze hanno trovato un punto di incontro. 

"I dipendenti della I.SV.EC' - ha dichiarato il primo cittadino- sono rientrati nei loro compiti lavorativi con l'impegno di garantire il recupero del l'ordinario.Si ribadisce che gli stipendi erano già stati pagati da tempo e che l'amministrazione comunale ha sollecitato la ditta a garantire prontamente le condizioni igienico sanitarie e condizioni di sicurezza per i lavoratori".   

Il sindacato 'FLAICA CUB', fattosi portavoce delle doglianze dei lavoratori, chiedeva il rispetto delle normative inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro con l'indispensabile ed obbligatoria dotazione di dispositivi individuali di protezione come caschi, scarpe infortunistica e guanti. Dotazione a cui la società I.SV.EC gestita dal Ivano Balestrieri, a loro dire, é stata sorda. 

Così come frammentario e disatteso è stato il pagamento degli stipendi. La chiusura dell'autoparco della società a Falciano del Massico dopo il ritrovamento da parte dei carabinieri di Mondragone di liquami sversati  all'interno dell'area oltre che l'assenza di servizi igienici e spogliatoi con relativa denuncia in capo a Balestrieri,  è stata la molla che ha innescato la protesta. L'unico modo per far sì che la voce degli operatori ecologici fosse ascoltata, è stato esprimere il loro disappunto ovunque: fuori l'area IDAC a Mondragone in attesa che qualcuno dell'ISVEC si facesse carico delle loro richieste o assumendosi la responsabilità di evidenti mancanze li autorizzasse a lavorare comunque. Speranza vana. Oppure continuare con i sit-in di protesta susseguitisi per settimane presso il Comune. Ora sembra che la voce di un diritto legittimo di lavorare in sicurezza ed in condizioni igienico sanitarie accettabili, non sia più sorda all'orecchio di molti.

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