Raccolta rifiuti scadente, i cittadini chiedono la riduzione delle bollette

Il portavoce del movimento "Fuori Rete" Della Corte: "Tari alta rispetto al servizio erogato"

Il protavoce di "Fuori Rete" Della Corte e i rifiuti a Villa di Briano

Servizio di raccolta dei rifiuti scadente e tassa troppo alta. A Villa di Briano nasce il movimento cittadino ‘Fuori Rete’ per chiedere l’annullamento delle bollette.

Nelle scorse settimane, su disposizione dell’amministrazione comunale del sindaco Luigi Della Corte, la “Sogert”, società concessionaria per la riscossione tributi in forza del comune, ha fatto recapitare ai contribuenti le bollette per il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani. Ed è subito scoppiata la polemica: “Viene richiesto il pagamento di una tassa per un servizio inefficiente, al collasso, che finisce per aver messo in ginocchio un intero paese sotto accumuli di sacchetti per settimane intere non ritirati”.

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Tanti cittadini brianesi si sono ‘ribellati’ a questa tassa costituendo “Fuori Rete”, un comitato cittadino, un’alleanza libera, un’aggregazione spontanea che nel nome indica un taglio trasversale netto alla politica locale. Dal neo comitato cittadino, attraverso il portavoce Raffaele Della Corte, ci tengono a precisare e far sapere che “punto prioritario della piattaforma organizzativa, da giorni, è quello di dare il via ad una serie d’istanze e ricorsi mirati all’annullamento per difformità e irregolarità degli avvisi Tari 2018. Lo testimoniano le immagini che sempre più spesso immortalano pattumiere colme oltre ogni limite, strade sporche e cumuli di sacchetti di spazzatura abbandonati sui marciapiedi e non solo, al punto che viene da chiedersi a che serve pagare la Tari, la tassa sui rifiuti, ossia il corrispettivo che il Comune chiede a fronte di un servizio di raccolta, differenziazione e smaltimento dell’immondizia non reso o reso solo ad intermittenza. E, infatti, qualcuno a questa domanda, sarà chiamato a dare presto una risposta. Si va sempre più facendo strada con chiarezza il concetto giuridico secondo il quale il pagamento della Tari, è legato all’effettivo espletamento del servizio di raccolta della spazzatura. In parole povere, - come un fiume in piena, continua Raffaele Della Corte - se l’immondizia resta a terra, sui marciapiedi o nelle pattumiere o per strada, il contribuente ha diritto a una riduzione della Tari, se non a una sua totale decurtazione. La fotografia del paese, ci obbliga a denunciare e portare a conoscenza finanche alla Corte dei Conti, il danno fatto al cittadino, che oltre il grave disservizio per la mancata raccolta dell’immondizia, e la situazione di carenza igienico - ambientale, con l’emissione degli avvisi di pagamento termina con la pretesa del pagamento di una tassa dietro alla quale, finisce per manifestarsi, rifugiarsi una velata ipotesi di imbonimento”. Una battaglia che preannuncia un iter lungo e complicato che parte dal singolo contribuente che decide d’associarsi, per poi aprire un contenzioso fiscale con il Comune, “chiedendo esplicitamente che la Tari gli venga dimezzata o annullata, a fronte del disagio subito”.

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