Venerdì, 12 Luglio 2024
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Il mare della costa casertana è eccellente: lo certifica l'Arpac

I campionamenti effettuati dall'agenzia non rilevano "nessun valore fuori norma"

La qualità della costa casertana è eccellente. Lo conferma l'Arpac che ha effettuato, dal 15 aprile, circa 399 campionamenti delle acque marine regionali. Nel casertano non sono stati riscontrati valori eccedenti i parametri che definiscono la balneabilità.

Nel complesso, su 328 prelievi ordinari (71 sono straordinari) le criticità hanno riguardato le province di Napoli e Salerno per problemi occasionai o strutturali. "Nessun valore fuori norma è stato, invece, registrato lungo la costa casertana", si legge nel dossier Arpac.

In provincia di Napoli le non conformità hanno interessato i comuni di Casamicciola Terme (tratto “Punta La scrofa”), Sant’Agnello (tratto “Spiaggia di Sant’Agnello”) e un Punto studio di Meta (“Purgatorio”). In costiera sorrentina i fenomeni di inquinamento sono però rientrati come dimostrano gli esiti favorevoli dei prelievi supplementari effettuati in data 28 aprile, mentre permane a tutt’oggi interdetta la balneazione nel comune di Casamicciola Terme per problemi connessi a interventi di riparazione della condotta fognaria.

Conformi ai valori normativi le analisi microbiologiche effettuate nei campioni cosiddetti Eme (in emergenza) per avvistamento di strie di schiume a Punta Lagno di Massa Lubrense, nella Spiaggia delle Fumarole a Serrara Fontana e nell’acqua di balneazione denominata “Stazione di Santa Maria la Bruna” nel Comune di Torre del Greco. In questi tratti sono state effettuate ulteriori indagini che necessitano di tempi più lunga di risposta per valutare eventuali contaminazioni chimiche (tensioattivi e idrocarburi) e la presenza di microalghe potenzialmente tossiche (fitoplancton).

Da segnalare il dato, confortante per la periferia est di Napoli, della riammissione alla balneazione del tratto denominato “Pietrarsa”. Questo tratto, che era storicamente in classe “scarsa”, torna balneabile dopo le iniziative di risanamento messe in atto dall’amministrazione comunale e documentate alla Regione, in linea con le prescrizioni di legge, e in seguito agli esiti dei prelievi effettuati, che hanno confermato la rimozione dell’inquinamento. Questo tratto di mare è pertanto balneabile e considerato di “nuova classificazione” fino al raggiungimento del set di dati utile, previsto dalla norma, per l’attribuzione della specifica classe di qualità.

Analogamente in provincia di Salerno sono state riammessi alla balneazione il tratto “Maiori 2” a Maiori e “Spiaggia di Minori” a Minori. Entrambi da “scarsi” diventano nuovamente balneabili e definiti anch’essi di nuova classificazione. Per questi tratti i Comuni, in sinergia con il gestore del servizio idrico, hanno documentato alla Regione una serie di interventi strutturali eseguiti sulla rete fognaria e sugli impianti di depurazione, che potrebbero spiegare il miglioramento della qualità delle acque di balneazione confermato dai dati analitici conformi del monitoraggio Arpac.

Per quanto attiene invece i divieti temporanei nelle acque della Costiera amalfitana, l’evento inquinante nel comune di Maiori (“Spiaggia di Maiori 1”) è subito rientrato con i prelievi del 29 aprile, più tempo invece è intercorso per revocare l’interdizione a Cetara (“Marina di Cetara”). Qui i primi campioni supplementari hanno riportato esiti sfavorevoli e solo successivamente, con gli esiti conformi dell’8 maggio, il tratto è stato riammesso alla balneazione.

Per Cetara, già nel sopralluogo del 16 aprile i tecnici Arpac avevano rilevato un’anomala immissione in mare nei pressi del punto studio antistante il torrente Cetus, segnalata tempestivamente alla Capitaneria di Porto di Salerno che ha poi attivato la Guardia Costiera di Cetara. Le cause inquinanti sono poi state rimosse, come documentato alle autorità competenti dall’ente gestore del servizio idrico integrato e confermato dai riscontri analitici.

Ulteriori non conformità si sono verificate nella piana del Sele nei tratti di mare dei comuni di Eboli (tratto “Nord foce Sele”) e Capaccio (tratto “Villaggio Merola”) a ridosso della foce del fiume Sele, presumibile fonte di contaminazione, ma i prelievi dei primi di maggio hanno poi consentito di revocare il divieto temporaneo.

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