“Senza sede e coi fondi bloccati, il Comune vuole far morire il progetto Sprar” | FOTO

Protesta del centro sociale coi migranti. Occupato anche l’androne degli uffici pubblici in piazza Ruggiero: “Stanchi di essere presi in giro”

La protesta sotto gli uffici del Comune

Prima la protesta davanti la Prefettura e la Questura, poi l’invasione pacifica degli uffici comunali di Caserta per chiedere risposte concrete “perché siamo stanchi di essere presi in giro”. Il centro sociale Ex Capanipificio ed i migranti del Progetto Sprar sono scesi in piazza questa mattina a Caserta per chiedere lo sblocco dei fondi ed anche la concessione di una sede dopo il sequestro di quella di viale Ellittico (di proprietà della Regione Campania) su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

"Sono passati 4 mesi dal cambio di governo e contro il decreto sicurezza, che sta smantellando la vita di migliaia di persone, ancora nessun atto concreto di annullamento, ma solo parole - si legge in una nota - Il decreto di Matteo Salvini non solo ha prodotto e sta producendo irregolarità e soprusi, ma viene anche applicato retroattivamente in modo completamente illegittimo, come stabilito da una recentissima sentenza della Cassazione a Sezioni Unite (29.460 /2019). Questa storica sentenza stabilisce chiaramente che bisogna ripristinare il permesso di soggiorno a tutti i richiedenti asilo e rifugiati titolari di un permesso per motivi umanitari, che abbiano fatto richiesta del documento prima dell'emissione del decreto sicurezza. Una sentenza a Sezioni Unite, quindi con effetto di legge, che deve essere immediatamente applicata da commissioni, Questure, Prefetture e governo centrale. Senza esitare, perche non si può esitare di fronte alla illegittimità degli atti".

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Ma le interlocuzioni di oggi non hanno avuto gli effetti sperati e questo ha creato qualche momento di tensione coi manifestanti 'marcati ad uomo' da carabinieri e polizia. “Stiamo aspettando anche la prima tranche dei fondi e ci è stato risposto che arriveranno a gennaio - affermano - ma è chiaro che questa provoca problemi, perché noi dobbiamo rendicontare al 31 dicembre prossimo”. Sul fronte della sede, invece, dal Comune non arrivano certezze. “Ci hanno detto che ci vogliono dare una sede all’ex Caserma Sacchi, ma non c’è ancora una data certa. Ci dicono che c’è la volontà politica di darci una sede, ma non lo fanno. Oggi abbiamo avuto risposte negative e poco serie: il Comune ci deve dire se vuole far morire il progetto Sprar”.

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