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Giovanna Scialdone si è recata a Bari per protestare

Giovanna Scialdone si è recata a Bari per protestare

Da Caserta a Bari per il crack della banca: “Scomparsi 400mila euro” | FOTO

La professoressa sta manifestando per il secondo giorno consecutivo davanti agli uffici della Popolare. Si muovono anche le associazioni dei consumatori

Soldi spariti. Tanti soldi che aveva messo da parte e che si sono volatilizzati all’improvviso. A suo dire, senza un perché. E’ per questo che la professoressa casertana Giovanna Scialdone ha preso armi e bagagli e si è recata a Bari per manifestare tutta la propria rabbia nei confronti dei manager della Popolare di Bari che è stata commissariata. La professoressa, residente a Vitulazio, da due giorni si trova sotto gli uffici della banca nel capoluogo pugliese per chiedere spiegazioni e capire perché i 400mila euro che aveva, sono improvvisamente scomparsi.

Intanto anche le assicurazioni di consumatori stanno muovendo i primi passi. Tra questi c’è l’Adusbef di Caserta (in provincia ci sono 11 filiali sparse sul territorio) che sta vagliando tutte le posizioni dei clienti della banca di credito popolare di Bari che potrebbero essere coinvolti nel default.  “Titoli illiquidi, violazioni sul mercato di negoziazione interno, violazioni sui questionari Mifid e violazioni sul pricing - si legge nella nota a firma dell’associazione dei consumatori, rappresentata a Caserta dall’avvocato Maria Teresa De Bottis - Sono queste le violazioni contestate da Consob nel 2018, e confermate dalla Corte di Appello di Bari nel 2019 con tre distinte sentenze, alla Banca Popolare di Bari e per diversi componenti del Cda nel periodo 2012-2016. Si legge, a proposito della natura illiquida dei titoli e delle omesse informazioni da parte della banca che: “Tempi medi per la vendita delle azioni, indicati in 70,4 giorni, erano certamente incompatibili con la pronta liquidità delle azioni” cui si aggiunge che “una completa ed adeguata informazione non avrebbe potuto prescindere dall'inserimento di intervalli di prezzo più bassi emersi nelle perizie di Deloitte relative agli anni 2014 e 2015, con effetto benefico per gli investitori, indotti ad una maggiore e migliore ponderazione sulla convenienza degli investimenti”. Anche il sistema interno di vendita delle azioni, quello antecedente al 2017, il cd “borsino”, come denunciato dalla associazioni dei consumatori in tempi non sospetti, è risultato inidoneo ad assolvere alla funzioni per le quali avrebbe dovuto operare. Sempre la CDA sentenzia: “il sistema di scambio interno alla banca, cui la stessa fa rifermento, non presentava i requisiti minimi secondo la direttiva MIFID I (2004/39/CE) per essere qualificato come mercato non regolamentato, nel quale come emerge dal rapporto ispettivo della Banca d’Italia del 21.03.17 avrebbe potuto includersi i MTF”.

L’avvocato sottolinea come sia “diritto dei risparmiatori chiedere alla banca copia dei documenti relativi all’acquisto delle azioni fino a 10 anni indietro al solo costo di fotocopia, così come recita l’art. 119 del TUB e che in caso di violazione di tale obbligo la banca può essere costretta dal Tribunale a consegnare la documentazione ed a pagare una penale per ogni giorno di ritardo nella consegna. Invitiamo tutti i risparmiatori, a far sentire le proprie ragioni partendo dal diritto ad avere copia integrale della documentazione ed ove vi fossero criticità come quelle accertate dalla Corte di Appello di Bari procedere con i reclami ed i giudizi per la ripetizione di quanto indebitamente versato per azioni ed obbligazioni. Si chiarisce che l'Amministrazione Straordinaria non è il bail in della banca, non è una liquidazione coatta, non è un “fallimento”. E’ invece una procedura disciplinata dal Testo Unico Bancario, in base alla quale la Banca d’Italia dispone lo scioglimento e la sostituzione degli organi sia di amministrazione che di controllo della banca quando ricorrono violazioni o irregolarità, oppure quando sono previste gravi perdite del patrimonio. Il comitato delle Associazione dei Consumatori nato sul territorio Pugliese , di cui è parte attiva l’ADUSEF nella persona dell’avvocato Vincenzo Laudadio in questi giorni chiederà ai Commissari un incontro urgente nel quale discutere di come garantire il ristoro degli azionisti che oggi si ritrovano con i titoli sospesi dalle quotazioni dell’HI-MTF e la tutela degli obbligazionisti che hanno il diritto di ottenere la restituzione, alla scadenza del 2021, del prestito all’epoca fatto alla banca di cui si fidavano”.

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