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Don Antonello al fianco dei commercianti contro le chiusure | FOTO

Sit in davanti alla Prefettura di Confesercenti: "Un piano per la ripartenza dopo 400 giorni". In piazza anche la Fiva

I commercianti scendono in piazza anche a Caserta per l'iniziativa di Confesercenti "Portiamo le imprese fuori dalla pandemia". Un centinaio di esercenti ha partecipato al sit in davanti alla prefettura.

Con loro c'era anche don Antonello Giannotti che ha sostenuto la protesta, svoltasi in maniera molto civile.  "Ci sono tante contraddizioni nelle norme governative - ha detto il sacerdote - e io sono tra quelli che non capisce perché in certi luoghi si può stare distanziati, e penso anche alle
Chiese, e in altri no, mi riferisco alle attività commerciali costrette alla chiusura ma anche ai teatri o ai cinema. Sono qui e sono con voi per uscire da questa pandemia e da queste contraddizioni. In questo anno di pandemia, come Caritas, abbiamo assistito un 20% di persone in più, e molti nuovi poveri sono partite Iva e piccoli imprenditori che non riescono più ad assicurare neanche un pasto ai propri familiari", conclude. 

"Chiediamo la riapertura delle attività e un piano di sostegni adeguato alle perdite che ci sono state - spiega il presidente provinciale di Confesercenti Salvatore Petrella - Serve un piano per la ripresa vero programmando le aperture. Siamo ad aprile ed alcune categorie, come ad esempio i balneari, ancora non sanno se ed in che modo potranno ripartire fra qualche mese. Noi imprese siamo il motore dell’economia e del lavoro. Solo se ripartiamo, riparte l’Italia. Abbiamo bisogno di più di ciò che ci è stato finora dato. 395 i giorni passati dal primo lockdown. 80 milioni di euro il fatturato perduto ogni giorno in più di zona rossa. Accelerare sul vaccino è indispensabile, ma non basta".

La delegazione di Confesercenti (con Petrella c'erano la vice Angelica De Cristofano ed il direttore Gennaro Ricciardi) ha consegnato una nota al prefetto di Caserta Raffaele Ruberto per chiedere interventi a livello nazionale anche in materia di accesso al credito e di fiscalità dopo che al 31 marzo è scaduta la deroga alle imposte per le attività che sono state ferme. La stessa nota è stata consegnata ai prefetti di tutte le città scese in piazza. Intanto, Confesercenti ha anche avviato una raccolta firme online per la riapertura. In meno di 24 ore sono state raccolte circa 5mila sottoscrizioni.   

Presente davanti Palazzo Acquaviva anche una delegazione della Fiva di Confcommercio in rappresentanza dei mercatali dopo la protesta di ieri in A1. "Siamo in una situazione drammatica - spiega il responsabile provinciale Vincenzo De Matteo - Rischiamo di scomparire. I mercati sono ormai chiusi da un mese e mezzo ma i contagi continuano ad aumentare. Questo significa che non siamo noi il problema, che lavoriamo anche all'aria aperta, e che stiamo facendo un sacrificio per niente. Speriamo in un provvedimento del governo per la riapertura dei mercati e di tutte le imprese oltre ad un piano sostegni concreto e reale perché quello attuale è un'elemosina". 

"Il grido di dolore dei commercianti e degli esercenti scesi nelle piazze è comprensibile. Non si può pensare di imporre chiusure prolungate senza soffermarsi ad affrontare anche le conseguenze che queste comportano: dal disagio economico delle famiglie al pericolo concreto delle infiltrazioni della camorra nelle attività commerciali. La criminalità organizzata è l’unica ad avvantaggiarsi della disperazione e dello stato di difficoltà tanto dei singoli quanto dei commercianti costretti, senza una adeguata programmazione di ripartenza, alla vendita delle proprie attività. E’ il motivo che ci ha spinto ad istituire una sottocommissione ad hoc in seno alla Commissione Anticamorra e Beni Confiscati, ma si tratta di un pericolo che va scongiurato partendo dalla base. E’ necessario cambiare passo per dare finalmente un segnale positivo all’economia e al commercio". Così Gianpiero Zinzi, capogruppo Lega in Consiglio regionale della Campania.

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