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Prorogata la scadenza delle carte d'identità

I documenti scaduti durante la pandemia resteranno validi fino al 30 settembre 2021. Nuovo provvedimento anche per il lavoro in smart working dei dipendenti pubblici

Le carte di identità scadute durante la pandemia da coronavirus resteranno valide fino al 30 settembre 2021. E' uno dei provvedimenti di interesse dei Comuni approvato dal consiglio dei ministri, guidato dal premier Mario Draghi, che nei giorni scorsi ha dato il via libera al decreto proroghe.

Una buona notizia per i cittadini di Terra di Lavoro, in particolar modo per i residenti del Capoluogo e del comune di Marcianise, che più volte hanno lamentato ritardi nelle procedure di rilascio dei documenti di identità. Scene di delirio quasi quotidiano si registrano, infatti, all'ufficio Anagrafe del Comune di Caserta dove la carenza di dipendenti costringe i cittadini a file interminabili e assembramenti. Non da meno, inoltre, sono i disagi che i cittadini marcianisani sono costretti a subire: "più di un mese solo per prenotare un rinnovo della carta di identità", ha denunciato nei giorni scorsi il consigliere comunale Alessandro Tartaglione, in quanto "il telefono dell’ufficio Anagrafe del Comune di Marcianise risulta quasi sempre occupato, oppure squilla a vuoto".

Tra i provvedimenti introdotti nel decreto proroghe, infine, c'è anche lo stop all'obbligo di far lavorare in smart working un dipendente pubblico su due, né durante l’emergenza né con l’adozione dei Pola, i piani organizzativi per il lavoro agile. Lo smart working si potrà proseguire in deroga fino alla definizione delle nuove regole con il contratto nazionale e comunque non oltre la fine dell’anno, ma non ci sarà il vincolo del 50%. Salta anche il limite del 60% indicato nei Pola, mentre scende dal 30% al 15% la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi. Nel dettaglio la norma conferma lo smart working semplificato anche nel pubblico impiego fino a massimo il 31 dicembre 2021, mentre per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico la scadenza viene legata a quella dello stato di emergenza.

La misura però non si limita a intervenire sulle regole straordinarie applicate durante la pandemia ma anche sul nuovo sistema organizzativo a regime, quello dei Pola appunto, introdotto lo scorso anno: per le attività che si possono condurre con modalità agili le norme sui Pola prevedevano che i dipendenti si potessero avvalere dello smart working “almeno per il 60%” nell’ambito dei piani organizzativi e per minimo “il 30%” in caso di mancata adozione dei Pola. Ora la percentuale del 60% sparisce e il minimo passa dal 30% al 15%. 

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