Domenica, 19 Settembre 2021
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Mascherine all'aperto, De Luca proroga obbligo: "Faremo altre 10 ordinanze"

Il presidente della Regione Campania: "È un piccolo fastidio portare la mascherina, ma in cambio abbiamo un aiuto per tornare alla vita normale"

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca

"Facciamo altre 10 ordinanze per rendere obbligatorie 10 mascherine, anche sulle orecchie". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine di una visita al Policlinico di Napoli, preannunciando la proroga dell'ordinanza sull'obbligo delle mascherine all'aperto che scade a fine luglio.

"Quando diciamo - ha affermato il governatore della Campania - che chi si vaccina è immunizzato per il 92% al massimo, dobbiamo sapere che anche con la seconda dose c'è un 10% che si contagia. Il vantaggio è che chi è immunizzato non va in terapia intensiva e non ha problemi seri ma contagia a sua volta gli altri, quindi l'uso della mascherina dev'essere obbligatorio sempre anche quando si è vaccinati per la tutela propria e degli altri. È davvero un martirio portare la mascherina? Certo è un piccolo fastidio ma in cambio abbiamo una grande protezione e un aiuto per tornare alla vita normale. Un po' di buon senso".

De Luca ha anche sottolineato i rischi della movida: "avete visto - ha detto - le immagini dei locali notturni e delle discoteche? Anche quando fanno finta di avere ingressi controllati, venti, dieci, trenta persone, arrivano l'una-le due di notte e si scatenano, entrano centinaia di persone a fare quello che vogliono. Non va bene".

E sulle proteste contro il green pass: "Non capisco qual è l'alternativa. Hanno fatto la manifestazione per chiedere cosa? Ricreazione per tutti? Liberi tutti? Siamo liberi, pronti a divertirci e poi a chiudere l'Italia. Lasciamo perdere le stupidaggini, andiamo avanti. Abbiamo perso un mese e mezzo per responsabilità nazionali perché la comunicazione fatta da Roma è stata sconcertante e ha creato dubbi, incertezze, preoccupazioni. Tante segnalazioni contraddittorie sono arrivate anche alle Regioni. Le scemenze dette a Roma hanno creato un clima di confusione che ha rallentato la vaccinazione. Adesso si sta riprendendo la somministrazione di dosi con grande impegno, i giovani hanno capito che se non ci vacciniamo non torniamo alla vita normale".

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