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Proroga alle cave, il Consiglio straordinario si trasforma in un flop

Larga parte della maggioranza assente. Dello Stritto attacca sindaco e Pd: "Colpa loro, ormai Caserta è immobile. Sono venuti meno alle loro responsabilità"

Doveva essere un consiglio comunale straordinario per lanciare un segnale forte alla Regione Campania ed al presidente Enzo De Luca sulla proroga all'attività estrattiva nelle cave. Ma la seduta di stamane a Caserta si è trasformata in un flop per la maggioranza di centrosinistra capeggiata dal sindaco Carlo Marino, incapace di mantenere il numero legale e permettere, dunque, l'approvazione della delibera. Un atto istituzionale che avrebbe dovuto dare forza all'azione politica iniziata già nei giorni scorsi e che aveva spinto l'assessore regionale Cinque a ritirare il famigerato 'articolo 4' della legge Semplificazioni, quello che avrebbe permesso alle cave che si trovano nei pressi del Policlinico di restare aperte fino all'entrata in vigore della nuova struttura universitaria.

Ma la maggioranza è venuta meno nel momento istituzionale. Matteo Donisi ed Andrea Boccagna hanno abbandonato l'aula poco dopo l'inizio della discussione ed in aula sono rimasti 14 consiglieri comunali tra maggioranza ed opposizione. Dopo la discussione, in cui il gruppo di Caserta nel Cuore non ha mancato di sottolineare le mancanze dell'amministrazione comunale, è stato però richiesto il numero legale (che non c'era). A questo punto al presidente del Consiglio De Florio non è rimasto che chiudere la seduta consiliare.

Antonio Ciontoli, consigliere Pd che per primo ha sollevato il 'caso cave' chiedendo un intervento diretto del sindaco Marino, ha anche chiesto che la discussione venisse inviata lo stesso in Regione Campania per far capire che la città è stanca di subire questi atteggiamenti.

Molto duro il commento di Alessio Dello Stritto di Caserta nel Cuore: "Hanno convocato un consiglio comunale d'urgenza e poi non si presentano per mantenere il numero legale. E' il segnale chiaro che questa maggioranza non regge più e sta dimostrando tutta la sua incompetenza. E' grave l'assenza alla discussione del sindaco Marino che è venuto meno alla sua responsabilità istituzionale nei confronti dei cittadini: la sua presenza era dovuta oltre che necessaria. E come il sindaco è colpevole anche il Partito democratico: ricoprono tutti gli incarichi che contano, ma hanno rischiato di farsi passare sopra la testa una legge che avrebbe segnato a lungo Caserta".

“De Luca continua a prendere in giro i casertani” ha aggiunto il capogruppo di Caserta nel Cuore Nicola Garofalo che è intervenuto in Aula. “Appena un mese fa il Governatore tornò in Città per fare l’ultimo annuncio trionfalistico sul Policlinico promettendo un impegno serio. Abbiamo visto – ha spiegato ironicamente - l’attenzione che ci ha riservato, nonostante il figlio sia stato eletto in questo collegio. I fatti confermano quello che abbiamo sempre pensato: che il Governatore considera questo territorio solo un contenitore di voti”.

A spostare l’attenzione sull’atteggiamento contraddittorio del Partito Democratico è stato il consigliere Massimiliano Marzo. “Questa vicenda certifica la disfatta del Pd. E’ talmente dilaniato da lotte interne che la loro priorità non è la Città, ma litigare per far primeggiare la posizione di questo o di quell’altro consigliere regionale per acquisire consenso in vista delle prossime elezioni. Lo dimostra il dibattito surreale su temi seri come quello di oggi”.

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