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"Contro di me un complotto politico. Ora aspetto il karma..."

Così il sindaco Martiello dopo l'assoluzione dall'accusa di induzione alla concussione

Era accusato, assieme alla segretaria comunale, di induzione alla concussione ma sono stati assolti perchè il fatto non sussiste. Il sindaco Salvatore Martiello all'indomani della sentenza parla di "complotto politico contro di lui". Ha affidato ad un lungo post sui social il suo pensiero il primo cittadino che attende il "karma" affinchè "tutto si compia". 

"Quando alla vigilia delle elezioni del 2016, la gran parte delle persone che incontravo mi diceva "chi tu fa fà...a politica è sporca" io onestamente non capivo realmente la portata di queste affermazioni, non immaginavo nemmeno lontanamente quale fosse il livello di odio, cattiveria e delirio, che animasse questa gente. Mi aspettavo ,l'ostruzionismo, il miope sabotaggio, la sterile speculazione politica ma mai che si arrivasse ad un piano sistematico ed organizzato di eliminazione dell'essere umano. Dal 6 giugno 2016 il loro unico obiettivo è stato quello di eliminare me, ad ogni costo e con tutti i mezzi possibili, in nome della brama di potere Centinaia di denunce. con un chiaro intento persecutorio, alla Procura della Repubblica, all'Anac, alla Corte dei Conti e a tutti gli enti e le autorità di controllo immaginabili. Denunce che hanno portato ad oggi solo assoluzioni. Decine di lettere anonime con chiare intimidazioni di imminenti e nefasti eventi che, nel caso non mi fossi dimesso, si sarebbero verificati. Sino ad arrivare ad architettare il piano “perfetto” per l’eliminazione: accordarsi per farmi arrestare ad un mese dalla nascita di mia figlia con un’altra di 18 mesi ed una moglie in procinto di partorire. Hanno addirittura brindato quel 12 febbraio 2019, ignari che non avrei abbandonato! Grazie al coraggio ed alla forza di Gabriella siamo riusciti e resistere ben 100 giorni. Per 100 giorni sono stato lontano dalla mia casa, la mia città e le mie figlie". Così il sindaco di Sparanise.

Ma Martiello aggiunge: "Bene ho fatto, da uomo delle istituzioni, ad avere piena fiducia nella giustizia che, al temine di un processo di soli sei mesi ha acclarato la verità dei fatti sconfessando i miei accusatori, gli stessi attori che attraverso la stampa, negli ultimi mesi hanno dichiarato di essere stati coloro i quali hanno voluto ed ottenuto la commissione di accesso per infiltrazione mafiosa nel Comune di Sparanise. Per questa gente la sovranità popolare non vale niente, così come la stessa dignità di un popolo. E per sovvertire quella volontà, per continuare nel fanatico tentativo di distruggere me, oggi si tenta di attribuire a me, a questo paese, all'intero territorio l'appellativo di mafiosi.  Ringrazio chi in questi difficili anni mi è stato vicino con fraterno affetto e stima incondizionata. Non serbo rancore per nessuno perché fiducioso nel karma attendo con pazienza che tutto si compia. Chi chiederà scusa ai miei cari per il male subito? Chi pagherà per questo complotto politico? Per essere felici bisogna eliminare due cose, il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato: questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora". 

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