De Luca invoca il lockdown nazionale: “Ogni ora sono migliaia di contagi in più”

Il presidente della Regione al governo: “Basta perdere tempo”. Ed attacca la ministra Azzolina: “Parla come un pappagallo: ripete frasi fatte con migliaia di positivi nelle classi…”

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca torna ad invocare il lockdown nazionale al governo Conte. E lo fa, chiedendo di velocizzare le scelte, perché “ogni ora perduta sono migliaia di contagi in più ed in una situazione che è enormemente più difficile rispetto a marzo, perché andiamo incontro all’inverno e l’epidemia influenzale è alle porte”. 

Il presidente della Regione Campania blocca chi vorrebbe “chiudere” città come Napoli e Milano, bollando questa proposta come “stupidaggini”. "Nessuno si permetta di immaginare misure ‘mezze mezze’ - aggiunge - Per il livello di gravità a cui è arrivato il contagio servono solo misure di carattere nazionale. Il resto è tempo perso. Ci sono regioni più piccole che hanno percentuale di contagi maggiori rispetto a quella che abbiamo a Napoli, che è già alta”. 

Per De Luca, il Dpcm di Conte della scorsa settimana non basta (come del resto aveva già detto domenica da Fabio Fazio su Rai 3). "La cosa più grave che rilevo a carico del governo è che non si è definito un piano di aiuto socio-economico a medio respiro: dobbiamo guardare ai prossimi 6 mesi per aiutare le categorie economiche”. 

E non manca un attacco alla ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina: “C’è un ministro della Pubblica istruzione che ripete come un pappagallo che si deve tenere aperta la scuola. Ma come si fa a ripetere frasi fatte quando ci sono migliaia di contagi 8nelle classi, nda)?. Mi hanno messo in croce perché avevo chiuso la scuola, ora tutti stanno adottando la stessa cosa. Questo perché i maggiori vettori di contagio sono i bambini più piccoli, specie quelli tra 0 e 5 anni”. 

De Luca annuncia che, anche nelle ultime 24 ore, in Campania sono stati registrati oltre 3mila positivi su 18mila tamponi processati (un terzo dei quali sono persone residenti in provincia di Caserta). Sul fronte ospedaliero, il problema maggiore è nella gestione dei ricoveri ordinari per i pazienti di Covid, mentre le Terapia intensive sono piene solo al 50%. "Già oggi abbiamo 1300 ricoveri in ospedale - spiega De Luca - il doppio rispetto a marzo, quando avevano 4mila positivi contro i 40mila di oggi". In questa seconda ondata, "ci sono tantissimi asintomatici che non hanno problemi fisici ma contagiano". Ma il problema vero è, come sottolinea il governatore, "è che siamo stati costretti a sospendere tutte le attività degli ospedali, tranne quelle salva vita, perché abbiamo una richiesta di 100 nuovi posti letto al giorno. Siamo stati costretti a prendere scelte estreme e difficili, per evitare di avere i malati a terra".

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