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Il prefetto di Caserta Raffaele Ruberto

Il prefetto di Caserta Raffaele Ruberto

Il prefetto e le proteste: “Capisco il disagio di chi è schiacciato dalle chiusure”

Dopo il blocco dell’autostrada A1 si temono nuove azioni eclatanti. Ruberto: “Occorre equilibrio”

"Occorre avere il giusto equilibrio tra il rispetto della legalità, delle regole e della libera manifestazione del pensiero con la comprensione piena del disagio sociale proveniente da categorie di lavoratori schiacciati dal peso della permanente chiusura delle proprie attività”. E’ il pensiero del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto in merito allo stato di agitazione dei mercatali casertani dilaniati dalle chiusure dovute alla pandemia da coronavirus.

L'innesco di questa 'mina vagante sociale' si è avuto il 6 aprile scorso col blocco dell'autostrada A1 Milano-Napoli per la protesta organizzata dalle sigle sindacali (UnionCap Unimpresa, Ana Ugl, associazioni Mercati Liberi, Mercati di Scampia) ed i tanti ambulanti oramai allo stremo delle forze economiche. Un lungo sit-in di protesta che vide uno spiraglio di luce solo dopo 10 ore e grazie all'intercessione del prefetto Ruberto. L'ordigno sociale non è stato ancora disinnescato e dinanzi l'ingresso della Prefettura è scattata, lunedì, una nuova manifestazione di protesta organizzata da Ana Ugl con la pretesa disperata di una riapertura dei mercati in zona rossa.

Una nuova doglianza accolta dagli uffici della Prefettura ed inoltrata al Governo perché non distolga lo sguardo da una situazione che potrebbe degenerare. Il timore che nei prossimi giorni possano esserci altri atti di protesta eclatanti non è escluso. "Per quanto concerne l'eventualità che possano verificarsi ulteriori tensioni già siamo stati allertati e sensibilizzati dal Ministero sull'esigenza di attivare sia le fonti informative sia di gestire con equilibrio le manifestazioni che possano insorgere” sottolinea il rappresentante del governo.

Il pericolo, però, è che la criminalità organizzata possa far leva sulla situazione di crisi dei mercatali sfruttandola a proprio vantaggio. Un elemento valutato anche dal rappresentante dell'ufficio Territoriale del Governo: “Potrebbe accadere che la criminalità organizzata possa approfittarsi di questa situazione di disagio ma sono scettico sul fatto che sfrutti le manifestazioni in piazza perché tende a guardare con attenzione alle debolezze dei settori economici e quindi la mia attenzione a livello istituzionale è massima rispetto al rischio di infiltrazione nell'economia locale - ammette il prefetto - Quello che mi preoccupa è che la criminalità organizzata possa inserirsi nel tessuto economico rilevando imprese in crisi o praticando tassi usurari o ancora riciclando denaro di provenienza illecita. Questo è il rischio che davvero intravedo più che l'interposizione della stessa nelle manifestazioni in piazza anche perché quando ciò si è verificato e non in Provincia di Caserta, dagli approfondimenti svolti è risultato che si trattava di personaggi non di rilievo del panorama criminale. Le vere mire della criminalità organizzata sono economiche”.

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