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Pranzo di Capodanno per 100 detenuti tra sorrisi e speranze | FOTO

Si è svolto alla casa circondariale "Francesco Uccella" un momento conviviale promosso dalla comunità di Sant'Egidio

Solidarietà e speranza nel futuro al di fuori delle sbarre. Questo il senso del pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio a favore di cento detenuti all'interno della sala teatro della casa circondariale 'Francesco Uccella' di Santa Maria Capua Vetere. 

"Oramai una tradizione consolidata giunta già al settimo anno - spiega Antonio Mattone responsabile della Comunità di Sant'Egidio - rientra in uno degli undici pranzi natalizi organizzati in Campania che è una occasione di convivialità e di esempio per i detenuti prescelti di come possa esserci integrazione con la società esterna in un momento delicato o che ha sempre un'accezione negativa poiché visto come un luogo di occlusione. Regalare un momento di svago per i reclusi è stato uno dei nostri obiettivi poiché sono persone con difficoltà economiche o sole".

L'indigenza economica insieme alla lontananza dai luoghi di origine sono stati i criteri di selezione degli associati. "Si tratta di un forte momento di solidarietà ed anche un augurio per una nuova vita per molti degli associati - sottolinea Arturo Rubino vice direttore della casa circondariale samaritana - Nello sguardo dei 100 detenuti ritenuti di media sicurezza vigilati dal commissario Gaetano Manghelli e dai suoi uomini c'era la consapevolezza di aver ricevuto un dono: la libertà di un giorno 'diverso'".

"Il regalo più grande che si possa dare loro è uno spiraglio di speranza - afferma Ida Rendano cantante partenopea neomelodica che collabora da anni con la Comunità di Sant'Egidio esibendosi nelle case circolandariali della Regione Campania ed anche del Lazio - ad ogni pranzo scelgo di sedermi al loro stesso tavolo perchè sono curiosa delle loro storie - aggiunge la cantante- ed ogni volta il loro desiderio più grande è riabbracciare i loro cari con la consapevolezza amara che al di fuori delle mura del carcere la vita è molto difficile e la ricaduta è dietro l'angolo. Con la mia musica voglio regalare un momento spensierato con l'augurio di vederli liberi ai miei concerti".

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Tra pietanze offerte da Amico Bio di Santa Maria Capua Vetere ed il ristorante Baccalaria di Napoli servite dai volontari della comunità di Sant'Egidio, la benedizione di Don Carmine Schiavone, responsabile della Caritas di Aversa, l'attenzione al sociale dell'amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere con Davide Fumante come portavoce e la musica di Ida Rendano, i cento reclusi per lo spazio di una giornata erano solo cento persone che semplicemente, sorridevano.

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