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Posti in Vaticano dal "finto carabiniere", il caso rischia di finire in Parlamento

Il senatore Urraro in visita in Caserma a Capua: "Se presente in luoghi istituzionali faremo interrogazione parlamentare"

Rischia di finire in parlamento il caso di Carmine Cascio, il 34enne napoletano coinvolto nell'indagine sui presunti posti di lavoro in Vaticano per i quali avrebbe ricevuto soldi da una donna di Frignano, alla quale si sarebbe presentato quale appartenente ai carabinieri.

Lo conferma il senatore Francesco Urraro, componente della commissione antimafia, in visita alla compagnia carabinieri di Capua le cui indagini hanno permesso di stringere il cerchio sul 34enne. Il dubbio è che Cascio, che si sarebbe spacciato anche per 'assistente parlamentare', possa essere riuscito ad accedere in luoghi istituzionali, circostanza su cui si stanno concentrando ora le indagini. "Attendiamo le indagini - ha precisato Urraro - Se emergeranno fatti rilevanti sulla presenza di Cascio in siti istituzionali valuteremo se fare una interrogazione parlamentare. Un grazie va alla caserma di Pignataro ed ai carabinieri che hanno svolto una brillante operazione e con spirito di sacrificio operano sul territorio".

"Sono state sviluppate importanti e ulteriori sinergie istituzionali, anche attraverso qualificate collaborazioni e condivisioni di percorsi socio-culturali in un’ottica di prevenzione, unitamente alle primarie agenzie educative. Un contributo fondamentale per svolgere adeguatamente molti dei compiti istituzionali", ha chiosato il senatore Urraro a margine dell'incontro.   

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