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Pochi uffici postali aperti, Speranza scrive al sindaco

Rischio code ed assembramenti: "Marino si faccia portavoce dei cittadini delle periferie"

Uffici postali chiusi nelle periferie e calca nei pochi aperti. Arriva la levata di scudi da parte di Speranza per Caserta che chiede al sindaco Carlo Marino di intervenire per evitare assembramenti e tutelare la salute dei cittadini.

"In questi giorni di straordinaria emergenza siamo tutti consapevoli dei doveri precauzionali che il governo nazionale ha fissato per contenere e contrastare l’infezione del Covid-19. In questo periodo d’emergenza, però, oltre alle code davanti ai supermercati sono tanti i casertani costretti a lunghe file anche davanti gli uffici postali. Numerose - dichiara il coordinatore di Speranza per Caserta, Michele Miccolo - sono le segnalazioni che i cittadini ci hanno fatto relative alla chiusura degli uffici postali nelle periferie e nelle borgate. Di fatto, in questi giorni di crisi, sono aperti solo gli sportelli delle poste centrali di via Redentore, via Fuga e via Ferrarrecce. Normale che le persone che hanno necessità affollino i soli uffici aperti aumentando soltanto il rischio di un ulteriore allargamento del contagio. Per questo motivo chiedo - conclude Miccolo - al Sindaco Carlo Marino, in qualità di massima autorità sanitaria cittadina, di farsi interprete di questo disagio e di sollecitare presso i responsabili di Poste Italiane la riapertura degli uffici postali periferici (ovviamente in maniera responsabile con ingressi limitati e rispettando tutte le norme di distanza previste dal governo nazionale) anche in vista del pagamento ormai prossimo delle pensioni che, per quanto anticipata e scaglionata, rischia di amplificare le code e i rischi per la popolazione casertana".

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