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Danila De Cristofaro e Francesco Virgilio

Danila De Cristofaro e Francesco Virgilio

Due ex consiglieri contro il sindaco: "Soffre di vittimismo patologico"

"E' sempre colpa di 'quelli di prima', il primo cittadino si assuma le sue responsabilità"

E' un momento delicato per chi oggi si trova ad amministrare la città di Aversa. Prima il mercato ortofrutticolo, poi i rifiuti, quindi lo stadio 'Bisceglia', poi la sfiducia all'assessore Luisa Melillo, le beghe interne fino ad arrivare alle dimissioni (poi respinte) dell'assessore Nicola Carpentiero. Tante le 'criticità' da affrontare per il sindaco Alfonso Golia che lavora con una spada di Damocle sulle spalle con un bilancio al limite (forse già superato) del dissesto finanziario. L'amministrazione comunale sta lavorando per mettere in sesto anche la macchina amministrativa ma le "continue lamentele" stanno stancando anche gli stessi cittadini. E tra questi anche due ex consiglieri comunali, Danila De Cristofaro e Francesco Di Virgilio che sottolineano come "il vittimismo patologico del sindaco ha toccato oggi vette inesplorate. La sua atavica idiosincrasia nei confronti "di quelli di prima" lo ha trascinato a lamentarsi, tristemente, delle sue stesse scelte. La città è stufa di sentirsi raccontare che l'ordinario è straordinario. Ma quale ordinario? In città non si vede neanche l'essenziale. Prova a farsene un vanto mentre quando c'erano "quelli di prima" gridava allo scandalo. Le sue continue lamentele sono talmente intrise di amenità che lo portano a mugolare persino della situazione creata in giunta dai suoi stessi assessori, quelli invisibili, o viaggiatori, o fuggitivi, o "in dissesto". Manco glieli avesse imposti qualcuno. E invece no! E' la sua squadra. Non ha accettato alcun compromesso politico ed ha scelto personalmente i suoi fuoriclasse e nemmeno va bene".

La colpa è sempre di "quelli di prima" e questo 'slogan' lo continua a ripetere "a non si capisce bene cosa abbiano a che spartire con queste fibrillazioni interne, con assessori che non sono mai al loro posto ed altri che non si stanno al posto loro. Con quelli che si dimettono e non vengono sostituiti e quelli che vanno in vacanza, nel periodo di maggiore crisi della città per poi venirci a raccontare che quasi quasi quel viaggio è stato fatto per il bene degli aversani. Che responsabilità hanno "quelli di prima" se oltre alla sua Giunta anche diversi consiglieri di maggioranza sono i primi e più grandi elementi destabilizzanti per questo sindaco? Cosa c'entrano "quelli di prima" se un assessore dice che la città ha solo la strada del dissesto e dopo una chiacchierata amichevole dice che non è vero più niente? E' dissesto o no? E' chiaro che se dovesse scegliere di dichiarare il dissesto il patibolo sarà già pronto per "quelli di prima" perché, chiaramente, griderà ai sette venti che gli unici responsabili del fallimento della città sono quelli che lo hanno preceduto".

"Probabilmente, anzi sicuramente, è colpa di "quelli di prima" se il sindaco ed il suo giovane e brillante team, nonostante avesse contezza della difficoltà di amministrare una città come Aversa, aveva promesso lo stesso in campagna elettorale che avrebbe cambiato le cose. Che bisognava crederci. Perché lui aveva le idee giuste e gli uomini giusti. Ora non è più vero, ma solo per giustificare l'incapacità di amministrare. Ma in fondo è colpa di "Quelli di prima" perchè dovevano dirglielo chiaro e tondo quando si è candidato: "Alfò, ma non è che mò che vai tu a fare il Sindaco e ti pensi che i problemi li risolvi dicendo che è colpa di quelli che ci stavano prima?".

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