Terra dei fuochi, i sindaci si compattano: un piano da 13 punti contro roghi e rifiuti

Il documento firmato da 19 sindaci dell'agro aversano per fermare l'emergenza

Uno striscione esposto nella marcia di protesta svoltasi a Lusciano

Un piano di 13 punti per fare fronte comune tra tutte le istituzioni interessate a risolvere i problemi della Terra dei fuochi. È quello stilato dai sindaci dell’agro aversano, un documento recapitato al governatore della Regione Vincenzo De Luca, al presidente della Provincia Giorgio Magliocca, al premier Giuseppe Conte, ai ministri Sergio Costa, Matteo Salvini ed Elisabetta Trenta, al prefetto di Caserta Raffale Ruberto, all’incaricato regionale per il contrasto ai roghi Gerlando Iorio, al commissario Arpac Luigi Stefano Sorvino e al presidente dell’Ato Rifiuti Mirra.

A firmare il patto sono stati i sindaci di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, Sant’Arpino, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno, tutti territori che quest’estate hanno visto bruciare cumuli di rifiuti e sterpaglie notte e giorno, con i cittadini sempre più esasperati.

LA QUESTIONE RIFIUTI 

Un problema da risolvere a monte, perché la questione roghi è strettamente connessa a quella del ciclo dei rifiuti. “In queste ore - si legge nel documento - i sindaci e le comunità sono costretti a “subire” problemi connessi al blocco degli impianti per il trasferimento dell’umido, nonostante i prezzi “enormi” sostenuti per lo smaltimento. I sindaci e le comunità sono costretti a “subire” rallentamenti per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato, inoltre alcuni impianti che “stoccano” gli ingombranti ed i RAEE hanno comunicato settimane di chiusure, il tutto con ripercussioni sulla raccolta. All’inizio di settembre ci sarà, poi, la chiusura del Termovalorizzatore di Acerra, per manutenzione, per circa 40 giorni. Sia il presidente dell’Ato Rifiuti Antonio Mirra, sia il presidente della Provincia di Caserta Giorgio Magliocca, hanno annunciato che non vi sarà nessuna crisi in materia di rifiuti, dato che questi saranno stoccati presso l'impianto STIR di Santa Maria Capua Vetere ed i flussi verranno poi opportunamente gestiti attraverso il trasferimento fuori regione ed all’estero. E tuttavia preme rilevare che ciò comporterà, in ogni caso, un aumento dei costi che, alla fine, saranno sostenuti dai cittadini. Continuano, nel frattempo, gli episodi di roghi tossici, nei vari punti del comprensorio”.

Inoltre i 19 sindaci dell’agro aversano bocciano anche il Protocollo sulla Terra dei fuochi sottoscritto dal governo a Caserta nel novembre scorso: “Il piano d’azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti che prevede una serie di misure di intervento per la tutela della salute della popolazione, la tutela ambientale e dell'ecosistema, il presidio ed il controllo del territorio, nonché la prevenzione degli incendi di rifiuti, non si è ad oggi rivelato efficace per superare la fase emergenziale che si sta oggi attraversando”.

IL PIANO DEI SINDACI

Per questo i sindaci dell’agro aversano hanno lanciato nel documento inviato alle istituzioni un piano in 13 punti per fare fronte all’emergenza. “1. Intraprendere azioni comuni che consentano di superare, in maniera definitiva, la fase dell’emergenza: Ciò può essere possibile solo attraverso il completamento del ciclo integrato dei rifiuti. In primo luogo, proprio per affrontare il tema dello smaltimento dell’umido, è necessario realizzare tempestivamente gli impianti di compostaggio. 2. Individuare soluzioni condivise per quanto riguarda lo smaltimento del rifiuto indifferenziato, prevedendo soluzioni strutturali che consentano di chiudere il ciclo integrato dei rifiuti, anche nei periodi di manutenzione degli impianti. 3. Istituzione e finanziare un fondo destinato agli enti locali per fare fronte ai maggiori oneri di smaltimento della frazione indifferenziata nel periodo di chiusura del termovalorizzatore di Acerra. 4. Promuovere azioni pratiche positive come il “compostaggio domestico” ed il “compostaggio di comunità”, nonché rafforzare le relative campagne di sensibilizzazione. 5. Promuovere azioni pratiche positive per la riduzione dell’utilizzo della plastica ed attivare misure per incentivare l'utilizzo di materiali compostabili, anche alla luce delle recenti direttive comunitarie, prevedendo sgravi tariffari. 6. Intraprendere azioni comuni di presidio e controllo del territorio, finalizzate in primis alla prevenzione dell'abbandono illecito dei rifiuti. 7. Con riferimento all'azione precedente, per quanto riguarda il controllo del territorio, occorre specificare che l’Esercito Italiano non ha potere di Polizia Giudiziaria. Dunque l’azione di repressione non può essere svolta dai militari, senza l’ausilio di altri corpi. Per questa ragione è necessario istituire un Nucleo apposito di forze di polizia giudiziaria per condurre, in questa zona, una vera e propria azione di controllo e repressione sul territorio. Occorre presidiare i punti conosciuti, ove vi è lo sversamento illecito dei rifiuti o i punti “sensibili”, che potrebbero essere oggetto di incendi dolosi. 8. Gli enti locali, di questa zona, necessitano di risorse statali per poter effettuare assunzioni in materia di polizia locale, anche in maniera temporanea. Solo la presenza di risorse umane, può consentire di sviluppare quei controlli necessari sotto il profilo ambientale. Le assunzioni potrebbero essere a tempo determinato e finanziate con fondi statali, senza tener conto delle capacità assunzionali ordinarie, ma solo della estensione territoriali e delle criticità. Tale possibilità dovrebbe essere estesa a tutti gli enti locali, anche a quelli in pre-dissesto o in dissesto finanziario. 9. Attivare azioni di supporto per la bonifica delle aree interessate da abbandono illecito dei rifiuti. A tale riguardo, si chiede che i costi per le bonifiche, intese in senso generale, vadano esclusi dal conteggio del c.d. “equilibrio di bilancio”. 10. Finanziare ed incrementare il fondo per i contributi, agli enti locali, per la bonifica da amianto per gli edifici pubblici, da parte della Regione Campania. 11. Istituire un apposito fondo, affinché gli enti locali possano effettuare le bonifiche dei siti privati, in danno dei privati, cedendo, il relativo credito, alla stessa Regione. 12. Intraprendere azioni comuni per la tutela della salute della popolazione, attraverso il registro tumori ASL Ce e ASL Napoli 2 Nord, con la richiesta di dati epidemiologici relativi all'incidenza tumori in base a criteri di georeferenziazione, nonché attraverso l'implementazione di uno screening tumori colon-retto, cervice uterina e mammella. 13. Intraprendere azioni comuni per la verifica della qualità dell'aria ed il controllo delle emissioni odorigene”.

IL CONTRASTO AI ROGHI

I sindaci inoltre nel documento si rivolgono a Gerlando Iorio, incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi dei rifiuti in Regione Campania, al quale viene richiesto “un incontro di coordinamento dei sindaci per la valutazione dei dati aggiornati, l'attuazione del Piano d'azione per il contrasto dei roghi e per la condivisione dei programmi di prevenzione, nonché per: l'implementazione dei piani di coordinamento delle attività di controllo e vigilanza sui siti di stoccaggio di rifiuti sensibili e di prevenzione e contrasto dei roghi: l'aggiornamento del censimento delle aree da indagare e dei siti interessati da abbandono e rogo di rifiuti e messa a sistema degli impianti di gestione dei rifiuti”.

DRONI E TELECAMERE PER IL MONITORAGGIO

Sempre nell’ambito dell’attuazione delle misure individuate dal Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i primi cittadini della Terra dei fuochi hanno avanzato richieste dettagliate anche a Regione Campania, Ministero dell’interno e dell’Ambiente. Alla prima si chiede “lo stato di attuazione dei sistemi di rilevamento e monitoraggio con sistemi APR (droni) sull'area definita Terra dei Fuochi e della relativa implementazione dati in collaborazione con l'Aeronautica militare (Azione 7 del Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti, siglato a Caserta il 19/11/2018. Tale azione è relativa alla realizzazione di una rete di monitoraggio del territorio attraverso postazioni fisse sui territori dei comuni interessati, sensori radar integrati, impianti di videosorveglianza e l'utilizzo di droni ed altri velivoli a pilotaggio remoto. Tempistica: entro 60 giorni dalla sottoscrizione del protocollo)”. Al Ministero attualmente guidato da Matteo Salvini “le misure relative all'implementazione di una rete di sicurezza e videosorveglianza attraverso una centrale di controllo permanente (Azione 8 del Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti. Tempistica: entro 30 giorni dalla sottoscrizione del protocollo)”. Infine al ministro dell’Ambiente Costa la richiesta riguarda “l'aggiornamento del portale Prometeo (Azione 10 Piano d'azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti. Aggiornamento del Portale Prometeo e applicazioni mobili per il coinvolgimento dei cittadini nelle attività di presidio del territorio. Tempistica: entro 90 giorni dalla sottoscrizione del protocollo)”.

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