Braccio di ferro tra Comune e Ordine per il nuovo piano delle farmacie

Vincenzo Buonocore: "Delibera illegittima". Sul tavolo l'ipotesi ricorso. L'assessore Casale: "Il nostro interesse primario è quello pubblico"

Si preannuncia un nuovo braccio di ferro tra il Comune di Caserta e l’Ordine dei Farmacisti sulla pianta organica varata dalla giunta presieduta dal sindaco Carlo Marino. L’Ordine professionale ha infatti dato parere negativo al progetto di riorganizzazione varato su proposta dell’assessore Emiliano Casale che prevede una rimodulazione delle zone assegnate (anche a farmacie già esistenti) e soprattutto uno spostamento per le tre nuovi sedi (che dovranno nascere nella zona di Tuoro, Puccianiello e nell’ex Saint Gobain. "Il nostro interesse primario - dice l'assessore Casale - è quello pubblico. Esso, sul tema, deve contemperare le esigenze rappresentate dall'andamento demografico sul territorio comunale e un equilibrio che assicuri l'assistenza farmaceutica alla popolazione in considerazione dell'infrastrutturazione della città e delle sue prospettive. Siamo particolarmente soddisfatti delle tre nuove sedi farmaceutiche a Tuoro, Puccianiello e nell'area dell'Ex St.Gobain. Questa scelta di programma evidenzia i nostri obiettivi di fondo, l'attenzione allo sviluppo della città e alle fasce deboli della comunità, in particolare gli anziani”. 

L’Ordine dei Farmacisti di Caserta contesta, tra le altre cose, anche la violazione del principio di equa distribuzione del servizio farmaceutico sul territorio, ma la risposta del Comune è netta: “Lo scopo delle previsioni normative non sono quelle del massimo decentramento delle sedi farmaceutiche, ma di aumentare l'accessibilità all'assistenza farmaceutica in favore del maggior numero di abitanti possibile. La finalità-esigenza di poter servire adeguatamente aree isolate e/o scarsamente abitative va, quindi, necessariamente coniugata con quella di garantire la maggior accessibilità al servizio farmaceutico da parte della maggioranza degli abitanti del comune.  Inoltre, l'ulteriore finalità delle disposizioni normative non è quella di garantire ai titolari di una sede farmaceutica una rendita economica di posizione, ma quella, invece, di garantire l'efficacia del servizio farmaceutico nei confronti della popolazione, la cui valutazione non può che essere riservata al potere discrezionale della competente autorità. Proprio per questi motivi, infatti, il rapporto numerico farmacie / abitanti previsto dall'art. 1 della L. 475/68 è indicato per individuare il numero massimo di autorizzazioni che l'amministrazione può assentire e non per garantire al titolare di ciascuna sede profitti di un determinato livello”.

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Ma la partita difficilmente finirà qui, anche considerando che l’Ordine dei Farmacisti di Caserta ha già impugnato la delibera del 2018 al Tar Campania. Ed anche la nuova delibera non soddisfa il presidente Vincenzo Buonocore che, interpellato da Casertanews, ha dichiarato: “Questa delibera è illegittima perché prevede addirittura una farmacia, quella nell’ex Saint Gobain, in un’area con appena 244 abitanti, ben sotto il minimo previsto per leggere. E’ vero che l’organizzazione del territorio spetta all’amministrazione comunale, ma non si possono stravolgere anche le farmacie esistenti”. E sulla possibilità di impugnare anche questa delibera, tramite un ricorso al Tar Campania, il presidente dell’Ordine casertano non la esclude: “Ne discuteremo coi colleghi e valuteremo il da farsi”.

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