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Piano anti-brucellosi, allevatori infuriati: "Deprezza il latte, va bocciato"

Il presidente dell'Associazione di allevatori e produttori di latte bufalino della provincia di Caserta: "E' l'ennesima presa in giro"

Ancora bufera sul documento integrativo al Piano di Eradicazione Delle Malattie Infettive della Bufala Mediterranea della Regione Campania: allevatori presi in giro e penalizzati. Il documento integrativo al Piano di Eradicazione Della Brucellosi Bufalina approvato dall'Assessore Regionale all'Agricoltura Nicola Caputo 'licenziato' lo scorso primo febbraio continua a far discutere.

Benché sia stato il frutto di un tavolo tecnico composto dai componenti degli vertici sanitari, dei settori di categoria con la condivisione di associazioni quali Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Cia, continua a suscitare dubbi da parte delle associazioni degli allevatori e produttori di latte bufalino nel mirino dell'infezione da Brucella e del 'caos normativo'.

"La proposta dell'assessore regionale Caputo è da bocciare nella maniera più assoluta - sottolinea l'avvocato Ferdinando Letizia, presidente dell'Associazione di allevatori e produttori di latte bufalino della provincia di Caserta -. Non solo con questo piano non potrebbe mai esser debellata la presunta brucellosi ma servirebbe unicamente a denigrare e deprezzare nelle aree di maggiore concentrazione di bufale il valore del latte prodotto. Servirebbe quindi a mettere definitivamente al collasso un comparto già fortemente provato".

Il documento tecnico integrativo nei suoi punti chiave prevede l'obbligo vaccinale nell'area 'cluster' dei 4 Comuni a maggiore concentrazione di focolai quali Cancello ed Arnone, Castel Volturno, Grazzanise e Santa Maria La Fossa, per i capi tra i 6 e 9 mesi di età per un periodo di 9 anni. Vaccino facoltativo nei 7 Comuni dell'area 'buffer' ossia Villa Literno, Pignataro Maggiore, Carinola, Capua, Franco lise, Mondragone, San Tammaro. Numerosi gli obblighi di screening oltre che di pastorizzazione del latte nell'area cluster nonché l'incremento della frequenza dei controlli negli allevamenti che presentano focolai di infezione con cadenza bisettimanale. Altresì è prevista la realizzazione di stalle contumaciali nei comuni cluster e buffer.

"Mi auguro che davvero gli allevatori si ribellino a questa ennesima presa in giro altrimenti otterranno oltre al danno anche la beffa - prosegue l'avvocato Letizia -, il risultato sarà quello di avere animali macellati illegittimamente con un piano antibrucellosi inutile e denigratorio nei quattro comuni con maggiore concentrazione di bufala mediterranea".

Sulla questione del documento integrativo tecnico al Piano di Eradicazione della Brucellosi nazionale si sono pronunciati molti esponenti politici locali e nazionali e la querelle sembra essere ancora insoluta. Al momento la bozza del documento tecnico integrativo è stata inviata al Ministero della Salute per una valutazione di merito per poi passare l'ulteriore vaglio della Giunta Regionale della Campania e del presidente Vincenzo De Luca per l'adozione formale.

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