Inchiesta sul 'pezzotto', parla l'avvocato: "Ecco quali reati possono essere contestati"

Decine di migliaia di persone al 'buio' dopo l'inchiesta della Procura di Napoli

E' la prima domenica 'post pezzotto' dopo l'inchiesta della Procura di Napoli che ha svelato il business che c'era dietro la tv pirata, entrata ormai in milioni di case, con un business da diversi milioni di euro l'anno. Ma oltre gli organizzatori che sono stati 'pizzicati', adesso tremano soprattutto i clienti, coloro cioè che, grazie al pezzotto, riuscivano a guardare, a casa propria, tutti i canali a pagamento ad una cifra irrisoria, da 12 ai 15 euro al mese. 

Tremano perché, come hanno sottolineato gli stessi investigatori, anche i clienti rischiano tre anni di carcere e fino a 25mila euro di multa. Ma quali sono i reati che possono essere contestati a tutti gli attori di questa inchiesta? Lo abbiamo chiesto all'avvocato di Caserta Gennaro Caracciolo dello Studio Forensis. 

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"Nell’azione di attivare il download di contenuti software coperti da copyright, si può incorrere non solo in diverse sanzioni economiche, ma anche in alcune fattispecie penali - spiega - Si pensi allo ‘streaming’ che, se tradotto in una condivisione diffusa di dati, può portare a violare la legge sul diritto d’autore, oppure all’utilizzo di Smart Card non originali per visionare piattaforme di contenuti a pagamento, che può anche tradursi in violazioni del codice penale". 

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Tali azioni sostanzialmente portano ad integrare, a seconda dei casi specifici, alcuni reati principali. "In primis la diffusione abusiva di contenuti che può portare da una sanzione economica fino ad un massimo di 7 anni di carcere. Poi c'è la truffa, perché alcuni 'venditori' possono aver creato un artifizio per vendere il decoder e può essere contestato anche il falso. Ed in estrema ratio si rischia anche il favoreggiamento nel caso in cui gli inquirenti arrivino fino al cliente e quest'ultimo decida di non rilevare il nome del venditore. Sono tutte fattispecie molto delicate in un settore che, come dimostra l'inchiesta della Procura di Napoli, è molto attenzionato".

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