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Del Gaudio cambia idea sul Macrico e firma la petizione

Un anno fa la definì un "giochetto elettorale stantio", ma ora è arrivata la firma alla petizione del comitato che chiede di vincolare l’ex area militare come zona a verde

Pio Del Gaudio cambia idea sul Macrico e firma la petizione promossa dal comitato Macrico Verde, che chiede di vincolare l’ex area militare come zona a verde. Un netto dietrofront rispetto ad un anno fa, quando Del Gaudio definì la petizione "un giochetto elettorale stantio" e si dichiarò non disposto a firmarla in quanto "inutile e lacunosa".

Petizione Macrico, Del Gaudio attacca: "Giochetto elettorale"

Il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Caserta ha raccolto l’invito che gli è arrivato dal coordinamento delle liste che lo sostengono, guidato da Sebastiano Cosentina per CaserTiamo, Mario Pagliaro per Caserta nel Verde, Raffaele Pizzo per i Nazionalisti Italiani, Maurizio Pontillo per Caserta Tu, Giuseppe Serao per Autonomi e Partite Iva, Giuliana Sorà per Federazione Italia, Lucio Ariemma per Rinascimento con Sgarbi e Arnaldo Gadola per il Partito Repubblicano che sulla questione Macrico si è confrontato in maniera approfondita negli ultimi giorni.

"La firma della petizione da parte del nostro candidato sindaco vuole essere un segnale di attenzione al problema – spiega il coordinamento delle liste – e la conferma di un impegno da parte dell’intera coalizione Del Gaudio affinché il Macrico continui ad essere un polmone verde per Caserta. Va evidenziato che il consiglio comunale guidato dal sindaco Pio Del Gaudio, con delibera n.45 dell’11 aprile 2014, ha vincolato l’area come F2 impegnando l’amministrazione a fare del Macrico un parco urbano. Quello dell’amministrazione Del Gaudio è l’unico atto ufficiale prodotto dal governo cittadino che definisce cosa si intende fare dell’area. Purtroppo, chi ha governato la città negli anni successivi ha ritenuto di non dover dare continuità a quelle scelte, limitandosi a slogan e frasi fatte che, però, lasciano adito a dubbi ed interpretazioni".

Le liste rincarano la dose rispetto all’area. "La pubblica amministrazione si fa per atti e non per buoni propositi – ha spiegato il coordinamento – e l’aver vincolato nel 2014, alla vigilia dell’approvazione di un Puc, poi messo in naftalina per cinque anni, significa indirizzare in maniera chiara l’ente verso le scelte che vogliono essere adottate per il Macrico". Il coordinamento delle liste ha sottolineato come vadano riallacciati i nodi con la Curia e l’Istituto sostentamento del Clero, proprietario dell’area, per restituire alla città uno spazio di cui ha bisogno. "Il sindaco Del Gaudio ha dato prova di aver già fatto delle scelte precise in questo senso – spiega il coordinamento delle sue liste – serve una gestione condivisa con la Curia che non lasci spazio agli speculatori di avere margini di manovra e che consenta alla città di poter sfruttare nella maniera giusta quello spazio. La delibera del 2014 fissa i paletti per il futuro del Macrico ed è da quell’atto amministrativo che bisogna partire".

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