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Sabato, 15 Giugno 2024
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Porto d'armi negato: i periti balistici casertani si appellano al ministro

"L'orientamento della Prefettura è ridurre le armi ma in questo modo ci viene impedito di proteggere da tentativi di furto le armi che abbiamo in custodia e che sono prove fondamentali nei processi"

Periti balistici senza porto d'armi. E' questo l'orientamento delle istituzioni che però sta provocando grossi problemi a chi svolge quest'attività per conto di Procura e magistratura nei processi e nelle indagini.

I periti balistici sono esperti che vengono chiamati in causa per effettuare perizie in situazioni in cui sono state utilizzate armi. Dopo aver ottenuto gli incarichi, quindi, si recano dove si trovano le armi e le prendono in consegna per effettuare tutte le perizie del caso. Le portano quindi con sé, ad esempio, quando si recano ai poligoni di tiro o comunque le hanno in custodia per il tempo necessario ad effettuare tutti i controlli del caso. Avendo in custodia armi che, molto spesso, rappresentano prove decisive in ambito processuale, i periti balistici sono responsabili. Fino all'anno scorso le istituzioni preposte provvedevano a riconoscere un rischio effettivo e quindi venivano accettate le richieste di porto d'armi presentate. Ora però l'orientamento è diverso. Ciò però comporta problemi e anche rischi.

I periti balistici, infatti, possono essere oggetto di aggressioni o comunque rischi proprio perché hanno in custodia le armi che sono le prove in un processo e quindi possono essere decisive per individuare responsabilità e, di conseguenza, per la condanna o l'assoluzione di un imputato. I periti balistici lamentano proprio questo rischio perpetuo, contestando che invece ormai sarebbero 'equiparati' ai rischi che possono avere altri periti che operano per la magistratura come periti agrari o di infortunistica stradale.

Già in passato è capitato che qualcuno venisse aggredito o minacciato e, ovviamente, avere un porto d'armi permette di avere una 'difesa' in caso di pericolo. Nonostante molti periti balistici siano rappresentanti di forze dell'ordine o forze armate ora sembrano avere difficoltà nell'ottenere il porto d'armi per uso personale. Una situazione delicata e che rischia di mettere a rischio la stessa possibilità dei periti di continuare a svolgere questi incarichi. Basti pensare che, a volte, per recuperare le armi devono percorrere, a bordo di proprie auto, decine di chilometri e quindi, senza un'arma di difesa, rischiano di essere alla mercé di malintenzionati che vogliono far sparire le armi su cui deve essere eseguita la perizia balistica.

C'è anche chi si è visto, come un perito di Santa Maria Capua Vetere, rifiutare il porto d'armi per uso personale dopo oltre 10 anni e ha provveduto a scrivere alla Prefettura di Caserta, alla Questura di Caserta e anche Ministero dell'Interno per far valere le proprie ragioni, soprattutto in considerazione del fatto che i periti balistici hanno l'onere della custodia delle armi nonostante non siano più messi nelle condizioni di poterle proteggere adeguatamente.

Adesso sperano che il ministro Piantedosi possa intervenire perché se da un lato l'orientamento è quello di ridurre il numero di armi attraverso la mancata concessione di porto d'armi, dall'altro lato va evidenziato come il ruolo e il rischio di un perito balistico meriterebbe una considerazione diversa rispetto ad altri periti.

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